OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | KILL UR-FASCISM

KILL UR-FASCISM
neon, neon
100 x 102

Tommaso Fagioli

nato/a a Roma
residenza di lavoro/studio: Roma, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2026

http://www.tommasofagioli.com


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Descrizione Opera / Biografia


KILL UR-FASCISM
Neon, installazione
NB l’opera sarà installata a muro senza la protezione in plexiglass, per una resa ”fine art” ottimale”
Concepita in relazione al quartiere di San Lorenzo a Roma, il neon KILL UR-FASCISM riattiva uno dei miti politici fondativi del quartiere: gli Arditi del Popolo, la prima organizzazione armata antifascista in Italia, fondata a Roma nel 1921. Composti da ex combattenti, operai, anarchici, socialisti, comunisti e repubblicani, nacquero come risposta alla violenza delle squadre fasciste e divennero parte della memoria popolare e antifascista del rione. Tra le figure più legate a questa storia vi sono Argo Secondari, Guido Picelli e Antonio Cieri.
Il neon riproduce fedelmente una delle versioni storiche dello stemma degli Arditi del Popolo, traslandone l’iconografia militante in una forma luminosa, pop e contemporanea. Assorbe il linguaggio visivo di bar, club e insegne commerciali, per poi “détournarlo” in un dispositivo di memoria politica. Molti degli Arditi erano giovani reduci e militanti popolari segnati dalla violenza del primo dopoguerra; nel mio immaginario appaiono come figure feroci, indisciplinate, quasi cinematografiche, una sorta di Bastardi senza gloria antifascisti: una mitologia ruvida di coraggio, rabbia e autodifesa di quartiere.
Il font del neon richiama il Futura: lo uso per la sua genealogia nell’immaginario antifascista — dallo storico logo di Antifaschistische Aktion — e perché il suo inventore, Paul Renner, si oppose al nazismo; il carattere porta con sé una coerenza etico-politica.
Il titolo ”Kill Ur-Fascism” richiama direttamente Umberto Eco e la storia editoriale del testo che oggi conosciamo in Italia come ”Il fascismo eterno”: nato come intervento in inglese pronunciato alla Columbia University il 25 aprile 1995, fu pubblicato il 22 giugno dello stesso anno sul New York Review of Books con il titolo Ur-Fascism; in italiano apparve poco dopo su La Rivista dei Libri come Totalitarismo fuzzy e Ur-Fascismo, per poi confluire nel 1997 in Cinque scritti morali con il titolo Il fascismo eterno (il titolo dell’edizione piu recente è ”How to spot a fascist”).
La mia interpretazione interiorizza l’idea di Eco. Qui “UR” significa insieme “YOUR” e “primordiale”: non solo il fascismo come passato politico, ma una tendenza persistente, quasi una categoria dello spirito. Nomina l’impulso autoritario che può cristallizzarsi nel linguaggio, nella maschilità, nel risentimento, nel conformismo e nel desiderio di dominio.
Oggi questa domanda semi-ironica implicita nel titolo — uccidi il tuo fascismo, dunque, qual + il ”tuo” fascismo (originario) ? — è quanto mai attuale, in un’epoca in cui tutti sembrano dare del fascista all’altro e in cui l’indignazione pubblica convive spesso con pratiche quotidiane di esclusione, aggressività o altro.
In questo senso, KILL UR-FASCISM è insieme un’affermazione pubblica e un monito interiore: non solo l’invito a rifiutare il fascismo nella storia, ma a riconoscere e disinnescare il fascismo che può sempre riemergere dentro di noi.
BIO
Tommaso Fagioli è un artista multidisciplinare italiano con un dottorato in filosofia e una laurea in psicologia clinica. Nel corso della sua carriera, ha operato in diversi settori, tra cui il giornalismo online, la produzione cinematografica e la distribuzione. Dalla fine del 2018 si dedica prevalentemente alla sua pratica artistica e attualmente insegna Digital Cultures a studenti italiani e internazionali presso la RUFA – Rome University of Fine Arts.
La sua ricerca artistica e filosofica esplora l’interazione tra il sacro e il profano, mettendo in comunicazione le tradizioni arcaiche con immaginari contemporanei e futuristici. Attingendo a un vasto repertorio iconografico — che spazia dalla cultura di massa al patrimonio tradizionale — il suo lavoro stabilisce nuovi quadri interpretativi e mitologie personali attraverso vari media. La sua ricerca più recente indaga la natura in evoluzione dell’identità in un mondo sempre più plasmato dalle nuove tecnologie intelligenti e dai paradigmi post-umani