Descrizione Opera / Biografia
BIO:
Paola Cenati nasce a Bergamo nel 2000, ha vissuto 4 anni in Val d’Aosta per poi diplomarsi al Liceo Artistico Manzù di Bergamo nel 2018. Dal 2019 è iscritta all’ Accademia di Belle Arti di Venezia dove ha frequentato il corso di Scultura sotto la guida di Aron Demetz e Mario Airò.
Nell’anno accademico 2022-2023 ha ottenuto una borsa di studio Erasmus e frequentato il corso di Hans Schabus nel dipartimento di “Scultura e spazio” all’ “Universität für die Angewandte kunst” di Vienna.
Ha frequentato il biennio specialistico in Scultura con Giorgio Andreotta Calò di cui è stata assistente.
Ha scritto una tesi: “La presenza dell’assenza” nella quale vengono coniati due termini in merito all’installazione ambientale temporanea e alla scultura definendoli: “Paesaggio esistenziale” in quanto opere di land art che riflettono il luogo nel mero istante in cui sono state realizzate e poi distrutte e “Luogo dell’abbandono” in quanto oggetto scultoreo portatore di tale significato.
Vive e lavora a Venezia.
Ha partecipato a diversi concorsi tra cui Larnaca Biennale 2025 a Cipro, mostra “We Art Open” con No Title Gallery a Venezia, Arteam Cup 2025 a Moncalieri, Rea fair 2025 a Milano, Artefici del Nostro Tempo 2024, MUSE fuori orario a Trento, Second life: Tutto torna, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci - Prato, Villa for forest, Innenhofkultur, Klagenfurt, FOTO WIEN 2023, Die Angewandte kunst, art Book fair in Arena21, Museumquartier, Vienna.
Tra le residenze artistiche a cui ha partecipato troviamo Fondazione FIMINCO di Parigi promossa con il Nuovo Grand Tour nel 2026, Bevilacqua La Masa a Venezia 2026, San Fedele Milano, Falìa- air Artist in residence 2025, Premio Montauti, “Arte in alta quota”, Fano Adriano (Aquila), Sentieri Creativi in collaborazione con la GAMEC di Bergamo.
Tra i suoi successi troviamo la vincita del Primo Premio AVAPO e l’acquisizione dell’opera “Topografia (Pelle di fusione II)” da parte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia durante la battuta all’asta di Christie’s AVAPO 2025, il secondo posto nonchè acquisizione dell’opera alla Fondazione Pasquale Celommi di Teramo, il secondo premio per “Artefici del Nostro Tempo 2024”, una menzione speciale da parte della giuria di StArt Padova 2025.
STATEMENT:
La sua pratica riflette sulla relazione con il luogo e con l’oggetto che ne prende parte. Elementi ritrovati e raccolti possiedono determinate caratteristiche intrinseche ad essi diventando fonte di ricerca per il suo percorso artistico.
Il lavoro di Paola parte dalla necessità di ribaltare la propria visione del luogo in relazione al mondo circostante prendendo elementi che abitano il paesaggio e lavorando su aspetti propri ed opposti ad essi.
Il legame diretto con il luogo diventa capace di innescare una dimensione esistenziale ed un processo di trasformazione utile ad una comprensione altra e immaginifica dello stesso attraverso l’utilizzo di elementi installativi.
Nel lavoro di Paola il ritorno all’utilizzo di tecniche tradizionali porta ad una migliore comprensione della realtà e delle radici da cui proviene. La sua ricerca si focalizza nel trovare l’invisibile nel visibile creando uno sguardo che si costruisce entrando in relazione con il paesaggio. Il lavoro complessivo si pone come riflessione sul luogo e sullo stato mentale riportato nell’opera d’arte scultorea ed installativa spesso evocatrice di caratteristiche di abbandono.
DESCRIZIONE OPERA:
Alcune ricerche suggeriscono che pulire e riordinare possono avere effetti positivi sulla salute mentale poichè collegati a una sensazione di controllo sull’ambiente.
Un bagno abbandonato sulla spiaggia del Lido è stato aperto dall’artista che decide di portare una scopa in loco e iniziare a “riordinare i propri pensieri” attraverso il gesto del pulire. La pulizia della sabbia in quanto residuo è un’azione totalmente surreale. Il materiale sul pavimento infatti non viene portato fuori dalla stanza bensì ordinato nelle varie stanze presenti nel caseggiato.
La gabbia del pensiero continuo viene ripulita e ordinata in modo da aver maggior chiarezza sulle proprie decisioni e azioni successive da svolgere.
Ogni camera è in realtà una stanza della mente che contiene i pensieri. Il residuo della sabbia diventa forma nel momento in cui viene riordinato e spostato da una stanza all’altra. La sabbia assume la connotazione non solo di residuo fisico ma anche di pensiero che deve essere riordinato. Il tempo che ha modellato i sassi li ha trasformati in qualcosa di più fine che possiede un ricordo.
Il video termina con Paola che si siede sull’insieme di sabbia e pensieri raccolti e spostati, sistemati.
Il colore rosa del maglione riprende quello delle pareti di due delle stanze.