Descrizione Opera / Biografia
L’opera fa parte di una serie dedicata alla montagna, realizzata prevalentemente con tecniche di incisione e stampa sperimentale. Il progetto nasce dal desiderio di tradurre le emozioni corporee in immagini, rendendo visibile e concreta la loro materia. Attraverso un percorso che percorre il corpo dall’interno, emergono movimenti, fratture, cavità, segni, variazioni di densità e di temperatura: un continuo rimando tra corpo-umano e corpo-natura. La montagna, come la pietra o la roccia diventa così un paesaggio emotivo, in cui lo sgretolarsi, il cedere, il trattenere e il riscaldarsi rispecchiano stati interiori, trasformandosi in tracce impresse sulla superficie dell’opera. In particolare la leggerezza della danza diventa durezza, fermezza, stasi, cambia colore, cambia materia.
Ombretta Gamberale si laurea in discipline dello spettacolo con un interesse specifico per la danza e lavora nell’ambito teatrale fino al 2013 tra organizzazione realizzazione di festival, progettazione e performance. Da sempre però coltiva l’interesse per il disegno avendo accanto un padre artista. Tra il 2013 e il 2017 studia grafica all’ Istituto Europeo di design e grafica d’arte alla scuola di Arti e mestieri di Roma con le incisore Maria Pina Bentivenga ed Elisabetta Diamanti e la sua vita prende un’atra strada. Segue vari workshop tra la fotografia e la stampa, sviluppando un suo stile personale che non vede l’uso di una tecnica in particolare, ma piuttosto l’utilizzo di varie tecniche al servizio di ciò che vuole raccontare. Il “racconto” è spesso legato al corpo in particolare alla sua struttura anatomica ed emozionale, che diventa, così, il fulcro attenzionale della sua ricerca. Il processo artistico nasce dalla necessità di indagare i suoi mondi interiori, fisici ed organici, e i propri moti emotivi, per tradurli in visioni poetiche formali e sintetiche: quasi un’infografica immaginaria con cui giocare e riflettere per avere una maggior consapevolezza dei propri limiti e possibilità, ritenendo il conoscersi e il riconoscersi un atto politco “Paesaggi emozionali” e “Paesaggi anatomici” sono le due macro aree di ricerca, dove i punti nodali sono la frammentazione e/o la necessità di ricucitura. non abbandona la forma, benchè spesso sintetizzata traslata e modificata
Oggi vive e lavora a Roma e insieme ad altri 13 artisti fa parte degli studi MUTA siti in via di Galla Placidia 194 .
Da febbraio 2018 a marzo 2020 fa parte di Galla, piccola galleria autogestita da nove artisti e punto di incontro, di ricerca e di esposizione nel quartiere Monti.