OPERA IN CONCORSO | Sezione Grafica/Disegno

 | La Nave dei Veleni

La Nave dei Veleni
acquaforte, acquatinta, litofina, carta hahnemuhle 300 gr bianco naturale
70x100 cm

Michela Mascarucci

nato/a a Fossombrone
residenza di lavoro/studio: Firenze, ITALIA


iscritto/a dal 28 apr 2026


Under 35

https://www.incisoricontemporanei.it/it/sezioni/mascarucci-michela_1336.htm


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Descrizione Opera / Biografia


“La nave dei veleni” si configura come un’immagine di confine, sospesa tra memoria e visione. Ispirata al caso delle navi cariche di scorie nucleari fatte affondate nel Mediterraneo, l’opera non restituisce il dato reale, ma lo trasfigura in una geografia interiore, dove il segno inciso, attraverso acquaforte e acquatinta, si fa materia corrosa, ferita, traccia di un tempo che affiora lentamente, un’archeologia del presente. La nave diviene architettura mentale, relitto e spazio sondabile allo stesso tempo: presenza instabile, costruita da tensioni prospettiche e da un equilibrio fragile tra luci e ombre. In questo ambiente privo di figura umana, sebbene densamente abitato dalla sua assenza, emerge una dimensione sospesa e inquieta, in cui ciò che è stato nascosto riemerge sotto forma di visione. Lo sguardo è chiamato a sostare dentro questa struttura ambigua, attratto e respinto, in apnea, come di fronte a un enigma. Il reale si sfalda, e tra le trame del segno si lascia intravedere ciò che persiste, sommerso, oltre la superficie.
(Parte di) Testo a cura di Silvia Bellotti, curatrice.
Il lavoro di Michela Mascarucci si declina in una ricerca sedimentaria, fruibile su più livelli. La sua pratica trae origine da una dimensione frattale dell’esperienza che indaga le crepe del reale in maniera metodica e sistematica, per giungere infine a una visione interiore psicologica e metafisica.
Una certa concezione rigorosa della realtà, unita ad un’attitudine contemplativa verso ciò che la circonda, struttura la sua visione sin dall’infanzia: la professione del padre, architetto, e l’impatto del paesaggio urbano delle città di Urbino e Firenze in cui si è formata, creano il sostrato poetico e concettuale da cui muovono le sue applicazioni formali.
La costruzione dello spazio diviene così un fatto atavico, in cui convivono architetture dal sapore razionalista, a tratti distopiche, e significati iconologici e simbolici. La linea curva è bandita, così come ogni riferimento al mondo naturale, mentre l’elemento umano rimane sotteso in quanto astante, unico possibile interprete di un mondo che si staglia oltre l’apparenza.
Gli ambienti rappresentati dall’artista nei suoi lavori attraggono e respingono, invogliano ad entrare ma allo stesso tempo risultano inagibili, poiché presuppongono precisi gradi di lettura per cui è imprescindibile la conoscenza delle tecniche calcografiche utilizzate.
Mascarucci è ciò che alcuni definirebbero un’incisora pura, la scelta del medium e delle tecniche specifiche è infatti funzionale e connaturata alla sua ricerca e al messaggio che intende comunicare.
Man mano che la sua ricerca cresce e matura, si arricchisce di nuovi elementi, talvolta iconici e pregni di simbologia, altre volte frutto dell’ironia dell’arti.
Ciò che costruisce il reale è per l’autrice qualcosa che devia dalla verità ontologica; la realtà dell’essere si mostra solo attraverso la decostruzione del segno e il compito dell’artista è rendere manifesto ciò che esiste dietro al velo della pesta che ama giocare con l’ambiguità tra verità e apparenza. rcezione. Attraverso la formalizzazione di quella trama invisibile che la nostra mente costituisce per rappresentare il mondo, Michela Mascarucci innesca così una riflessione sul rapporto tra apparenza e realtà, sull’immagine sembiante dietro cui si cela il mondo delle idee.
Note Biografiche:
Michela Mascarucci, classe 1991, nasce a Fossombrone e cresce a Fano, (Pesaro Urbino). Dopo il conseguimento nel 2014 del diploma accademico di I° Livello in Grafica D’arte, si specializza nel 2017 in Edizioni e Illustrazione per la Grafica d’Arte, presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino. Si specializza ulteriormente nel 2018 a Firenze, frequentando il corso annuale in incisione e Stampa d’Arte presso la Fondazione Il Bisonte, scuola per lo studio dell’Arte Grafica. Attualmente vive e lavora a Firenze dove, dal 2021, è docente e tecnico di laboratorio presso la scuola di Grafica Il Bisonte, e dal 2019, responsabile di Tipografia curando edizioni e libri d’arte editi dalla Fondazione. Dal Gennaio 2022 entra a far parte dell’Associazione Nazionale Incisori Contemporanei. Dal Novembre 2022 insegna Xilografia e Tecniche dell’Incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia.