Descrizione Opera / Biografia
Descrizione Opera
Il rumore delle teste nasce dall’osservazione della dimensione collettiva come condizione abitabile e permanente.
L’opera non rappresenta un evento né una scena narrativa, ma uno stato: una presenza corale, densa, in cui i corpi condividono lo spazio senza comunicare apertamente.
I volti non sono ritratti individuali, ma superfici sensibili attraversate da pressioni invisibili, memorie interiorizzate e ruoli assorbiti nel tempo.
Il ”rumore” evocato non è sonoro, ma mentale e relazionale: una tensione continua che si produce nella vicinanza, nell’accumulo, nella coesistenza.
Il segno a inchiostro, minuzioso e reiterato, diventa uno strumento di rallentamento e di resistenza. Attraverso la ripetizione, l’immagine si addensa e trattiene lo sguardo, rendendo percepibile ciò che normalmente resta latente. In questo spazio sospeso, il singolo si dissolve nel gruppo e il gruppo diventa una presenza anonima e persistente, che non agisce ma permane.
Bio
Marta Arca (Sassari, 1990) è un’artista visiva con una formazione in Fashion Design conseguita presso la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.
La sua ricerca si concentra sulla memoria, l’identità e la percezione, restituite attraverso un segno grafico minuzioso che combina elementi narrativi, simbolici e surreali.
Attraverso un approccio interdisciplinare, sviluppa opere che riflettono sulle contraddizioni del presente, esplorando le relazioni tra individuo, collettività e immaginario visivo.
Artist Statement
La mia ricerca nasce dall’osservazione del corpo e del volto come luoghi in cui si depositano pressioni invisibili. Attraverso il disegno a inchiostro indago immagini apparentemente immobili, sospese, in cui il gesto, lo sguardo e la postura trattengono una tensione latente.
Le figure che costruisco non narrano eventi, ma stati. Sono attraversate da memorie non dichiarate, da ruoli interiorizzati, da una presenza collettiva che agisce anche nel silenzio.
Nel mio lavoro la memoria non è mai nostalgica, ma stratificata e attiva. È un archivio instabile che influisce sul corpo nel presente, orienta i gesti e modella le identità.