OPERA IN CONCORSO | Sezione Fotografia

 | Il Bambino

Il Bambino
fotografia digitale, stampa uv diretta su isomalto, 3 mm
28x42cm

Maria Sky

nato/a a Kislovodsk, Russia
residenza di lavoro/studio: Roma, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2026


Under 35

https://www.instagram.com/mariasky.art/


visualizzazioni: 75

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Descrizione Opera / Biografia


”Il Bambino” fa parte della serie ”Forget me not”, nata durante la costruzione della mia prima scultura monumentale in acciaio inox per il parco delle opere in alta quota del Gran Sasso.
Ho realizzato queste macrofotografie nel margine operativo del processo, prima della spianatura, della correzione e della lucidatura finale. Durante la saldatura — che all’inizio non sapevo far bene — il metallo rifiutava il mio intervento e produceva ciò che di solito viene considerato errore: rilievi, crateri, buchi, coaguli, bruciature, macchie iridescenti. Paesaggi immaginari e forme spontanee, nate dai miei errori e dalla resistenza dell’acciaio stesso, destinate a essere cancellate.
Con ”Forget me not” trattengo quindi ciò che nell’opera finale sarà svanito: il suo fuoricampo, le sequenze delle imperfezioni che alla fine la rendono possibile. Agisco con la camera non per salvare l’errore perché è bello, ma per archiviarlo nel tempo, perché mostra il punto in cui la materia aveva ancora il diritto di comportarsi in modo libero e di produrre qualcosa di proprio, rivelando il suo carattere e le sue proprietà fisico-chimiche.
La stampa UV diretta su isomalto — trasparente, ma leggermente torbido a causa delle bolle, fragile e sensibile all’umidità — rimanda al termine ”sugaring”, ossidazione granulosa indesiderata nella saldatura dell’acciaio inox, facendo coincidere memoria e precarietà materiale.
bio:
Maria Sky (1997, Russia) è un’artista visiva attiva tra installazione, scultura, fotografia e media digitali. Inizialmente formata come violoncellista, si dedica successivamente alle arti visive. Si forma tra Italia, Francia, Svizzera e Germania e consegue con lode il diploma magistrale in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida di Massimo Bartolini.
La sua ricerca si basa su un approccio non antropocentrico allo spazio, inteso come materia viva e co-autore. La sua pratica si concentra su progetti site-specific e research-specific, in cui processi naturali e contesto diventano parte costitutiva dell’opera.
Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche in Italia. Nel 2025 il suo lavoro è stato presentato nel Padiglione Italia alla Biennale di Architettura di Venezia.