OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Il Guardiano del Sole

Il Guardiano del Sole
acrilico, tela
116x81

Maria Majore

nato/a a
residenza di lavoro/studio: Genova, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2026

https://www.mmajore.art/


visualizzazioni: 166

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Cavallo Rosso
acrilico, tela
80x80

 | Il gatto nel giardino

Il gatto nel giardino
acrilico, tela
30x40

Descrizione Opera / Biografia


Il cavallo rosso – figura centrale della tradizione pittorica Mezen – viene qui rielaborato come totem contemporaneo. L’animale emerge da un campo di pattern geometrici puntinati che evocano la decorazione dei giocattoli Dymkovo e Filimonovo, creando una tensione tra staticità ornamentale e dinamismo della figura.
Il grande cerchio solare dietro la sagoma equina non è elemento decorativo ma presenza simbolica attiva: i raggi stilizzati che ne fuoriescono generano un campo energetico dove l’archetipo tradizionale si trasforma in icona contemporanea.
La tecnica – acrilico steso in campiture piatte, contorni netti, colori primari intensi – sintetizza bidimensionalità decorativa folklorica e linguaggio visivo del contemporaneo. I motivi geometrici sparsi sulla superficie (croci, fiori, simboli) funzionano come alfabeto grafico che riattiva nel presente una memoria collettiva ancestrale.
L’opera interroga come un archetipo popolare possa diventare segno visivo attuale mantenendo intatta la propria carica simbolica: non citazione né appropriazione, ma dialogo vivo tra tradizione russa e sensibilità postmoderna europea.
La mia ricerca artistica si sviluppa all’intersezione tra identità geografica plurale (Italia-Russia) e rielaborazione della tradizione visiva folklorica russa – in particolare pittura Mezen e giocattoli Dymkovo/Filimonovo – attraverso un linguaggio postmoderno contemporaneo.
Formazione architettonica presso l’Accademia MARHI di Mosca ha strutturato un approccio dove linea, costruzione spaziale e logica compositiva diventano strumenti per trasformare archetipi popolari in icone visive attuali.
Il trasferimento in Italia ha intensificato il dialogo con le radici culturali russe, generando un corpus di opere dove la memoria ancestrale non è nostalgia ma materia viva da riattivare: figure totemiche (cavalli, galli, creature ibride) costruite attraverso campiture piatte, pattern geometrici, colori primari intensi.
L’obiettivo non è preservazione folkloristica ma indagine su come un simbolo tradizionale possa mantenere potenza iconica nel contesto contemporaneo europeo, creando ponti visivi tra culture apparentemente distanti ma unite da linguaggi archetipici universali.