Descrizione Opera / Biografia
BIO
Torinese di nascita (01/02/1963), valsusino d’adozione.
Diplomato al Liceo Artistico di Torino, non ho bei ricordi di quel periodo. Gli insegnanti mi hanno fatto perdere quella scintilla che avevo all’iscrizione, tant’è che non frequento l’Accademia di Belle Arti. Unica eccezione Gilberto Zorio, che sapeva trasmettere un’eccitazione particolare facendoti amare la materia. Purtroppo la scultura non era allora tra i miei interessi.
Dopo il liceo, la facoltà di architettura, ma ero inquieto. Così inquieto da abbandonarla ben presto per un biennio di grafica pubblicitaria, che diventerà la mia professione dalla metà degli anni ’80.
Nel frattempo continuo a dipingere, da autodidatta, fino a quando lavoro e famiglia assorbono quel poco tempo che dedicavo all’arte.
Un corso di intaglio del legno ha fatto riaccendere la passione, ed ho ripreso colori e pennelli, raccontando i miei pensieri attraverso i corpi.
Col tempo passo dall’uso di campiture decisamente materiche ad una pennellata più morbida, con il particolare più curato, soprattutto nella prima fase. Anche se poi altro colore va a sporcare il lavoro fatto, arrivando, alcune volte, addirittura a coprirlo. Inizio anche a lavorare con le sculture, tra cui i miei alberi.
Nel 2023 inizio un nuovo progetto artistico.
STATEMENT
Per me fare arte significa raccontare.
Come quando prima di conoscere l’alfabeto guardiamo le figure, ecco, cosi è la mia pittura: semplice, da osservare anche senza saper leggere. Parla di sogni fatti e di amori traditi, di gioie vere e dolori cupi, di cose successe e cose che potrebbero succedere.
Per raccontare queste emozioni ho usato i corpi come pagine di un diario da condividere.
Uso quasi esclusivamente gli acrilici perché ho bisogno dell’immediatezza che solo una rapida asciugatura può dare.
In questo 2023 inizia un nuovo progetto artistico che mi permette di esplorare nuove strade.
Anche la scultura fa parte del mio essere artista, alimentata dalla mia montagna e dalla natura che vivo ogni giorno in valle. Uso il legno, tronchi già secchi in pianta, per creare i miei Alberi nella serie Amo la natura, a modo mio: un appello ad amare la natura per quello che è, e non come fa più comodo a noi.
PROGETTO
Il caso genera l’arte, l’arte genera il caso
La relazione tra caso e arte è un argomento dibattuto da tempo nel mondo artistico. Molti artisti hanno sfruttato l’elemento casuale come parte del processo creativo, uno su tutti, Jackson Pollock.
Ma se il caso fosse il fattore determinante del soggetto di un quadro e non la casualità dell’azione pittorica, cosa succederebbe?
Può quindi l’arte essere generata dal caso? E, se sì, può a sua volta l’arte generare il caso?
Queste sono le domande che hanno fatto decollare il mio nuovo progetto che prevede, passando attraverso tutte le lettere dell’alfabeto, la realizzazione di un dipinto generato da un elemento casuale, anzi due.
L’idea è quella di utilizzare i social per raccogliere parole sulla base dell’iniziale da me proposta e, attraverso un sorteggio casuale, averne due che saranno il fattore determinante per la creazione dell’opera. Questi due termini devono però essere prima analizzati, studiati ed elaborati perché diventino qualcosa che abbia un senso.
Quindi il caso, che è dato da coloro che mi regalano le parole e dall’estrazione che determina le due prescelte, genera effettivamente l’arte, ma l’arte, almeno per quanto mi riguarda non genera il caso, poiché le opere devono avere messaggio da comunicare, una loro storia, un loro perché, che implica un processo di pensiero e selezione.
L’OPERA
G come Guardia, G come Gioco
Il caso genera l’arte, l’arte genera il caso. Guardia e Gioco le due parole sorteggiate per il settimo dipinto.
2025. Siamo a ottant’anni dalla liberazione dell’Italia dal giogo fascista e nazista, eppure l’uomo continua ad inventarsi guerre e investire più soldi in armamenti che nella salvaguardia del pianeta.
Ma non è un gioco, bisogna stare in guardia, in allerta.
Quante volte la tranquilla vita delle persone è stata all’improvviso stravolta perché qualcuno al potere ha deciso che era giusto invadere un altro paese.
Ci si può trovare da un giorno all’altro senza lavoro, senza casa, senza cibo, senza affetti, senza vita.
Prestiamo attenzione, perché tra due nazioni armate, poco ci vuole che si rompano gli equilibri e si spezzi il filo che le tiene unite, facendole precipitare in un baratro di dolore, distruzione e morte.
Nel dipinto, dove le tele rappresentano due stati, vicini o lontani, lo sfondo ricorda motivi mimetici e un filo di lana estremamente fragile collega le bocche di fuoco di due carri armati presi dal gioco del Risiko, a dimostrare che i rapporti tra governi spesso si basano su quella che è la possibile forza offensiva/difensiva.
Le tele possono essere orientate in più posizioni tenendo sempre i tank l’uno verso l’altro, ravvicinate o separate, per farci comprendere che un’eventuale azione bellica può giungere da ogni dove.