OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | La terapia

La terapia
porcellana, aghi ipodermici, cerotti, garza, pastiglie di zucchero, vetro, lustri, smalti, perline
variabili (circa 2 x 2 m)

Giulia Seri

nato/a a Roma
residenza di lavoro/studio: Arezzo, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2026


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ceramica smaltata,
variabili (circa 4 x 3 m)

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pane, filo di cotone,

Descrizione Opera / Biografia


[...] Qui, la sofferenza non si veste di
tinte cupe o di penombra, ma di colori che brillano: rosa teneri, azzurri limpidi, bianchi
luminosi, persino riflessi di glitter che catturano e moltiplicano la luce. Una tavolozza gioiosa
che sembra sfidare l’ombra stessa della malattia, come se l’arte potesse pettinare il dolore e
profumarlo di festa.
Questa scelta cromatica non è un vezzo, ma un atto: è un modo per scongiurare la paura, per
restituire leggerezza a ciò che è gravoso, per ricordare che anche nelle stanze più dure può
entrare un raggio di luce colorata. È il gesto di chi, pur sapendo che la guarigione forse non
arriverà, decide di sedersi accanto alla ferita e offrirle un dono.
Attorno, si dispiega la terapia: decine di oggetti-simbolo che raccontano il quotidiano della cura
e della malattia. Tazze e cucchiai, siringhe e termometri, pastiglie sciolte, concrezioni di
porcellana sottile come gusci d’uovo, fragili e pronte a spezzarsi. Alcuni pezzi sono tenuti
insieme da cerotti precari, altri si sfaldano, lasciando bordi taglienti: promesse di guarigione che
si sono ammalate a loro volta, illusioni che resistono per un soffio. [...]
*dal testo critico di Giorgia Munaron per la personale ”La speranza è un cuscino di spine”
Giulia Seri (Roma, 1988) è nata a Roma e vive e lavora a Arezzo.
Dopo la laurea in biologia si dedica alla pittura e alla ceramica come autodidatta.
La fragilità è protagonista del suo lavoro, che parla di malattia, di disabilità, di morte, di perdita e disperazione. Le opere assumono una funzione apotropaica, esorcizzando fantasmi passati e futuri: sono preghiere, ex voto, talvolta incantesimi, magie per dimenticare o trasformarsi.
L’acquerello, la delicatezza dei materiali come il pane e la ceramica, l’utilizzo di toni pastello, di fiori e glitter stridono col contenuto doloroso, quasi a volerlo attenuare, mitigare e rendere accettabile, cercando un briciolo di bellezza e compassione nella pena.
Tra i riconoscimenti la finale al premio Combat 22 e al premio Nocivelli, il premio della giuria Koschatzky Art Award 2021, e la medaglia d’oro dell’arte dei Vasai nel 2023.
Tra le mostre personali più significative FiabaLivida, AAIE Center for Contemporary Art, Roma 2026, La speranza è un cuscino di spine, Cappella Marchi, Serravezza 2025, Fragilissimo, Latte Project Space, Faenza 2024.