OPERA IN CONCORSO | Sezione Fotografia

 | - ME

- ME
fotografia analogica digitalizzata, cornice con passepartout
immagine 10x15 cm, cornice 40x60 cm

Giulia Dari

nato/a a Siena
residenza di lavoro/studio: Grosseto, ITALIA


iscritto/a dal 25 mar 2026

http://www.giuliadari.it


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Descrizione Opera / Biografia


Descrizione Opera:
Il progetto dal titolo -ME, si sviluppa a partire da un archivio fotografico personale — immagini d’infanzia e fotografie familiari — sottoposto a un processo sistematico di sottrazione. Attraverso strumenti di intelligenza artificiale, l’artista rimuove la propria figura da ogni scatto, intervenendo su immagini che tradizionalmente attestano presenza, appartenenza e continuità identitaria.
Il lavoro nasce in seguito a una diagnosi oncologica che ha segnato una frattura radicale nella sua esistenza. Il confronto con la possibilità concreta della morte ha innescato un ritorno al passato come tentativo di comprensione: una rilettura dell’infanzia e della propria storia alla ricerca di un’origine, di un errore, di una possibile responsabilità. In questa fase, la cancellazione della propria immagine si configura come un gesto di rifiuto e auto-annullamento, una risposta estrema alla perdita di controllo sul corpo e sul proprio destino.
L’archivio diventa così un luogo di conflitto. Le immagini, nate per conservare memoria e identità, vengono svuotate della presenza che le giustificava. La figura rimossa non lascia un’assenza dichiarata, ma una frattura sottile: qualcosa manca, ma non è immediatamente visibile. Questo scarto percettivo destabilizza lo sguardo e incrina la fiducia nella fotografia come prova.
Parallelamente al lento processo di guarigione, il significato del gesto cambia. La sottrazione non rimane un atto distruttivo, ma si trasforma in una pratica di riscrittura. La figura eliminata non rappresenta più soltanto una perdita, ma la fine di un’identità precedente. Il soggetto che abitava quelle immagini non coincide più con chi le osserva nel presente. La malattia non è qui rappresentata direttamente, ma agisce come forza trasformativa che rompe la continuità del sé.
In questo senso, − ME si colloca nel territorio della post-fotografia, interrogando il valore dell’immagine nell’epoca della sua manipolabilità. Se la fotografia ha storicamente certificato il “ciò è stato”, la rimozione del soggetto dalla propria storia visiva ne mette in crisi l’autorità. L’archivio non è più un luogo stabile, ma uno spazio attivo di intervento, dove memoria e identità vengono continuamente ridefinite.
La sottrazione diventa così un gesto ambivalente: nega e allo stesso tempo produce. Non si limita a cancellare una presenza, ma apre uno spazio di possibilità. Le immagini non mostrano un vuoto, ma rendono visibile una trasformazione: ciò che resta dopo la cancellazione è una nuova forma di esistenza, non più ancorata alla continuità del passato.
Biografia:
Giulia Dari è un’artista visiva italiana la cui ricerca si concentra sul rapporto tra immagine, memoria e identità, con particolare attenzione alle pratiche post-fotografiche e all’uso di archivi personali. Il suo lavoro indaga la fotografia come dispositivo di costruzione e destabilizzazione del sé, attraverso interventi di manipolazione e sottrazione dell’immagine.
Ha partecipato a mostre e premi nell’ambito della fotografia e dell’arte contemporanea, sviluppando una pratica che si colloca tra dimensione autobiografica e riflessione critica sul medium. Parallelamente alla propria ricerca artistica, insegna arte e fotografia, in scuole pubbliche e private.