Descrizione Opera / Biografia
Juta imbevuta di cemento, inserti in alluminio, pigmenti e materiali industriali.
Floriana Gerosa nasce a Milano dove riceve una formazione di tipo umanistico . Si diploma a Firenze in Grafica Pubblicitaria presso l’Accademia Cappiello, ma inizia il suo percorso artistico nella scultura presso lo studio della scultrice Anselma Ferrari a Milano e perfeziona successivamente la tecnica a Carrara e Pietrasanta. A Livorno sperimenta la pittura come allieva del Maestro Luca Bellandi e si confronta nel disegno sotto la guida del Maestro Antonio Vinciguerra. La sua ricerca artistica nasce inizialmente dalla scultura in terracotta, smalti, ossidi e lustri, materiali che le hanno permesso di indagare la dimensione del corpo, della superficie e della trasformazione interiore della materia. Questa in seguito si è progressivamente ampliata verso un linguaggio materico più esposto e ambientale, e dal punto di vista formale, alla figura femminile, dapprima protagonista della sua indagine si sostituisce una ricerca che punta sulla materia, sulla tensione gestuale : una materia non più soltanto modellata ma che punta su una situazione esistenziale, attivando una riflessione sulla trasformazione del tempo, della memoria e dell’identità . Partecipa a diverse mostre collettive e personali in Italia e all’estero.
ARTIST STATMENT FLORIANA GEROSA
Ho iniziato la mia pratica artistica realizzando le mie opere in terracotta, che ho man mano impreziosito con gli smalti, gli ossidi, i lustri sperimentando anche la ceramica Raku. L’Argilla contiene in sé una forza e un’energia che mescolate esprimono qualità magiche e alchemiche. La mia fonte d’ispirazione è stata da sempre la figura femminile, come archetipo, e per quel simbolismo legato al significato espresso dal tema della “GRANDE MADRE” : una simbologia che vede la donna al centro del Creato, come divinità che abbraccia la Natura , anche se dal punto di vista formale, la donna nelle mie sculture appare più efebica, androgina e evidenzia una ricerca di sintesi e di essenzialità . La mia tecnica espressiva si è successivamente indirizzata attraverso la sperimentazione di altri materiali, quali la juta, il cemento, il ferro e l’alluminio e verso forme espressive che puntano sulla materia, sulla tensione gestuale, su una situazione esistenziale. Seguendo questo nuovo linguaggio il mio processo creativo ha dato luogo a una serie di opere bidimensionali che ho denominato “Con-Sequenze” e va alla ricerca di nuove esplorazioni che permettano alla mia sensibilità artistica di esprimere il rapporto con la realtà e la capacità di attivare tensioni tra fragilità e resistenza . Questo passaggio segna uno spostamento fondamentale : dalla dimensione corpo-oggetto alla dimensione della superficie come sovrapposizione di esperienze .in questo percorso, ciò che nelle opere ceramiche era ricerca sulla fragilità della forma, nelle opere successive diventa struttura del mondo, superficie ferita e accumulo della memoria collettiva, pratica che si colloca al confine tra corpo e ambiente ,diventa materia, luogo tra fragilità e resistenza, permanenza e continua trasformazione.