OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Fai la brava

Fai la brava
installazione, cesoie
2 m x 1m e 70 cm circa

Federica Rugnone

nato/a a Prato
residenza di lavoro/studio: Roma, ITALIA


iscritto/a dal 30 apr 2026

http://federicarugnone.com


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 | Fai la brava - dettaglio

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Descrizione Opera / Biografia


L’opera “Fai la brava” composta da 10 cesoie incise, nasce dal dialogo con Pegah Moshir Pour, attivista iraniana cresciuta in Italia. Affascinata dal suo doppio sguardo, le ho chiesto di condividere alcune frasi che le sono state rivolte, o che rappresentano la mentalità dominante nel suo paese d’origine verso il genere femminile. Parallelamente, ho fatto la stessa operazione. Da qui sono scaturite le seguenti frasi in italiano e persiano:
-Sì ma sorridi
-Passerà quando ti sposerai
-Non esagerare
-Quando fai così diventi brutta Siete fatte per questo
La donna deve essere obbediente
زن باید مطیع باشد
Se avrai un figlio, cambierai
بچه‌دار که بشی، عوض میشی
Una brava donna sta a testa bassa
زن خوب سرش پایین است
Una ragazza non ride troppo
دختری که زیاد نمی‌خندد
Non parlare, ascolta e basta
حرف نزن، فقط گوش کن
Consapevole che in Italia godiamo di più diritti rispetto alle donne iraniane e non solo, le strutture patriarcali, seppur con forme e livelli diversi, continuano a esistere e a riproporsi anche nel nostro contesto, svelando un’unica radice. Le cesoie, che per loro natura richiamano l’atto di recidere, sono metafora di un’azione necessaria: spezzare i pregiudizi e le imposizioni che limitano la libertà femminile. Incidere queste parole sugli strumenti di taglio significa riconoscere il dolore che provocano, ma anche la volontà di eliminarle dal tessuto sociale e culturale. Questa azione simbolicamente evoca il taglio dei capelli, che in molte culture, in particolare in quella iraniana, diventa gesto di ribellione, di lutto e di affermazione della propria libertà. La scelta delle cesoie per animali invita a non dimenticare le nostre origini e considerare la battaglia contro l’oppressione anche un ritorno a una dimensione autentica e radicata dell’identità.
Bio
Federica Rugnone (1987, Prato).
Laureata in scienze filosofiche a Firenze, dopo gli anni di studio a Bologna e Parigi, si trasferisce a Roma dove ha studio a Ombrelloni art space, in San Lorenzo.
Attraverso diversi mezzi espressivi, Rugnone indaga le connessioni tra ambiti che consideriamo distinti: l’uomo e il regno vegetale, lo spazio geometrico e lo spazio sentito. Riconsiderare i confini, superarli, permette di scoprire delle affinità tra mondi solo apparentemente lontani, problematizzando l’idea del “diverso”.
Nel 2025 è stata finalista di concorsi come Talent Prize, Premio Combat, Enegan Art, esponendo alla GNAMC di Roma, al Museo Fattori di Livorno, e alla Strozzina di Palazzo Strozzi di Firenze.
I suoi lavori sono stati raccolti in mostre personali, a Roma, presso la Galleria Bruno Lisi (Re_human, 2025)e la Galleria Gallerati (Sacer, La mostruosità del sacro, 2023), a Firenze, presso la Fondazione Il Bisonte (La Comune discendenza, 2021), e allo Studio 38 Contemporary Art Gallery di Pistoia (Human Nature, 2019).
Le sue opere sono state presentate anche a Soho House di Roma (2024), al premio Santa Croce Grafica (2021), in festival come il SiFest off di Savignano sul Rubicone (2017), il Festival dei Due Mondi di Spoleto (2017), la kermesse fotografica Camera Work di Ravenna (2018).
Le sue opere sono entrate a far parte di collezioni come la Soho House Foundation, Gabinetto di arte grafica di Santa Croce, Villa Rondinelli, Fondazione ente Cassa di Risparmio Livorno e la Fondazione il Bisonte, Firenze.