OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Anna (PP), giugno, ’84

Anna (PP), giugno, ’84
dittico, olio, acrilico, pietra pomice e pennarello indelebile su tela
65x30 cm

Diego Randazzo

nato/a a Milano
residenza di lavoro/studio: Belluno, ITALIA


iscritto/a dal 14 apr 2026

http://www.diegorandazzo.com


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Altre opere

 | Anna (PP), giugno, ’84 (dettaglio)

Anna (PP), giugno, ’84 (dettaglio)
dittico, olio, acrilico, pietra pomice e pennarello indelebile su tela
65x30 cm

Descrizione Opera / Biografia


Anche in quest’opera una riflessione che si impernia sulla memoria e la finzione.
L’immagine delle natiche prende spunto dal dipinto ‘Étude de fesses’ di Felix Vallotton. L’indicazione PP, deriva dal linguaggio cinematografico: Primo Piano. L’anno ’84 è un riferimento alla mia data di nascita, ma, come in gioco di incastri e coincidenze, ho scoperto in seconda battuta, che la stessa reference originale di Vallotton è datata 1884. Una corrispondenza cronologica che si fonde con la memoria dispersa e inventata della dolce Anna e dei suoi glutei.
Bio
Diego Randazzo (Milano 1984) vive tra Milano e Belluno. Consegue la maturità al Liceo Artistico di Brera e si laurea in Scienze dei Beni Culturali con una tesi in ‘Istituzioni di regia’ presso l’Università degli Studi di Milano. Il suo lavoro, articolato su diversi media, è concentrato su alcuni dei principali temi della cultura visuale. Finalista in svariati premi d’Arte contemporanea (The Gifer Festival, Premio Cramum, Arte Laguna, Combat Prize, Premio Ora, Arteam Cup) nel 2023 si aggiudica il primo premio dell’Yicca art prize e riceve la Menzione della Giura al Talent Prize di Insideart Magazine. Nel 2024 la sua installazione #KIDS, tributo alla tragedia dei Piccoli Martiri di Gorla e opera permanente di Casa della Memoria di Milano, rientra nel progetto di mappatura dell’Arte Pubblica realizzata dal Mudec di Milano.Incomincia a lavorare sulle problematiche degli algoritmi già nel 2020 con il progetto ‘Immagini Simili’ – presso la Galleria ADD-art, per la cura di Bianca Trevisan – fino ad oggi, attraverso lo studio dell’Ai come strumento di ricerca visiva ed indagine sociale.
 
 
Da sempre incuriosito e appassionato di immagini e di immagini in movimento, il mio approccio negli anni si è precisato in una visione non etichettabile, perché è proprio il situarsi ai confini delle categorie (discipline/linguaggi) la qualità per cui si distingue. Ma in un mondo fatto di nomenclature, classificazioni e generi posso cercare di definire i miei interessi nei seguenti filoni:
- I linguaggi (cinema, pittura, fotografia) e la loro sovversione, spesso denunciandone l’inafferrabilità, la corruttibilità, la trasversalità. Mi pongo sempre all’interno di una riflessione teorica e tecnica sul loro statuto.
- La finzione, il falso, l’enigma, il subliminale ed il non detto in una ricerca raffinata di racconto non lineare, fatto di dettagli e sineddoche.
- La comparazione e le affinità tra Immagini di natura diversa (letteraria, cinematografica, pittorica e fotografica) spesso accostate a formare gruppi e moltitudini.
- Lo scavo nella memoria, intesa sia come memoria collettiva (raccontata attraverso testimonianze come nell’opera #KIDS a Casa della Memoria di Milano) che come archivio di memorie intime e personali.
- Il gioco, inteso come gioco tra linguaggi, tra immagine e parola (l’uso di frasi e citazioni creati con l’Ai) e tra immagini accostate che fanno intuire un intreccio ironico e giocoso.
- La tecnologia e tutto l’apparato tecnologico sempre legato ad uno sviluppo ed una concezione analogica.
- Il tempo: che si sostanzia attraverso una riflessione profonda sull’immagine in movimento, nell’idea di sequenza e di concatenazioni di eventi e soggetti disparati.