Descrizione Opera / Biografia
In Corpo sovrano la figura, pur priva di volto, si impone con una presenza forte e concentrata. Il braccio sollevato costruisce una linea ad arco che protegge e insieme espone il busto. La torsione non è esibizione, ma gesto di raccoglimento: il corpo sembra ripiegarsi su di sé, come in un atto di autoconsapevolezza. La sovranità evocata dal titolo, allora, assume un significato ancora più potente: non dominio, ma autodeterminazione del corpo femminile, che si sottrae allo sguardo oggettivante.
I graffi e la matericità diventano elementi centrali. Non sono semplici effetti superficiali: incidono la pelle pittorica e la trasformano in luogo di memoria. I segni ricordano cicatrici, tracce di esperienza, stratificazioni del vissuto. La materia non è levigata né idealizzata; è viva, attraversata da imperfezioni che negano ogni estetica patinata. Questo trattamento restituisce al corpo una dimensione concreta e vulnerabile, ma proprio per questo autentica.