OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Noah’s Ark

Noah’s Ark
gesso, caff, carta
200 x 130

Carmine Bellucci

nato/a a
residenza di lavoro/studio: Padova, ITALIA


iscritto/a dal 29 mar 2026

https://www.instagram.com/carmine_bellucci/


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Descrizione Opera / Biografia


L’arca di Noè è un simbolo di salvezza, speranza e conservazione. Rappresenta il sogno del viaggio che conduce a un futuro migliore.
 Un viaggio attraverso i mari del tempo. La culla galleggiante della vita in tutte le sue forme.
Non è solo il viaggio degli animali, ma anche quello dell’umanità!
La storia dell’arca ricorre in racconti e leggende antiche quanto la nostra storia. Una barca costruita per sopravvivere appare in tutte le culture delle antiche civiltà.
Dal poema sumero di Atrahasis al mito babilonese di Gilgamesh. Dai purana indù al mito di Gun Yu in Cina. Abbiamo poi storie legate alla sopravvivenza a inondazioni e devastazioni nel mito del diluvio di Ife in Nigeria, nel Libro dei Morti in Egitto, nel mito greco di Deucalione, nel mito norreno di Bergelmir. Nelle Americhe troviamo racconti simili dei miti di creazione aztechi e toltechi, nei miti degli Ojibwe in Nord America, nelle leggende K’iche’ e Maya in Mesoamerica, e nelle leggende Inca e Muisca in Sud America. La mitologia indiana racconta del suo eroe Manu, secondo i testi del Matsya Purana e dello Shatapatha Brahmana.
(Manu costruì una barca e sopravvisse insieme a sette saggi e ad alcuni semi della vita).
Molto spesso collegata ai miti della creazione, la storia dell’arca ruota attorno al ciclo di creazione, distruzione e ricreazione. È un simbolo di rinascita e rinnovamento. Mai come oggi risuona così forte come richiamo alla consapevolezza ambientale, coscienti che dobbiamo cambiare il modo in cui abitiamo questa grande Arca chiamata Terra. Sottolinea il nostro impatto sul cosmo.
La verità è che non esiste alcuna arca. Il mondo è la nostra unica grande (anche se non così tanto) nave e noi siamo tutti a bordo insieme. L’arca è il nostro presente. Un’arca su cui tutte le creature viventi salgono nella speranza della conservazione e, quindi, dell’evoluzione.
Non è l’arca di Noè, né di nessun’altro... Essa altro non è che la nostra esistenza di interazione ed evoluzione, nel rispetto reciproco e nella consapevolezza delle risorse del sistema.
Nell’Antropocene questa Arca si erge come un faro di riflessione e speranza. Una nave archetipica che collega miti diversi, dall’eroe indiano Manu al Noè cristiano, e diventa un invito ad agire ora per costruire un futuro migliore, per l’intero ecosistema e l’ambiente a cui apparteniamo.
Bio:
Carmine Bellucci (Foggia, 1985) è un artista contemporaneo che vive e lavora a Padova.
Laureato in Arti Visive presso l’Istituto Europeo di Design (IED), ha successivamente frequentato il corso avanzato in Type Design al Politecnico di Milano. Profondamente immerso nella cultura visiva underground, ha iniziato la sua carriera artistica come graffiti artist, lasciando il proprio segno in eventi di street art sia locali che nazionali.
La sua pratica artistica ruota principalmente attorno alla creazione di un alfabeto visivo, fatto di forme e linee espressive, che dialogano con spiritualità, natura e senso di appartenenza.

Attraverso una tecnica personale e distintiva, che incorpora materiali e metodi diversi come stampa diretta, pittura, disegno e incisione, la sua narrazione trasmette la visione di un mondo poetico e spontaneo.
Seguendo una costante ricerca dell’essenza delle cose, il suo vocabolario unico è una sintesi di simbolismo arcaico e narrazione mistica, infuso dall’energia del Sud. Un ritmo pulsante: semplice e complesso allo stesso tempo.

Le influenze spaziano dalle antiche civiltà mediterranee e dall’arte popolare indigena sino agli antichi graffiti e alla cultura visiva moderna. Le sue opere si mantengono in un delicato equilibrio tra realtà e immaginazione, coerenza e incertezza, verità e mito, spiritualità e vivacità del Sud Italia.