Descrizione Opera / Biografia
Quest’opera fa parte del progetto «Ricordo una casa (2020–2025)», che esplora la memoria personale e collettiva attraverso la rielaborazione di materiali fotografici e d’archivio provenienti dalla Tracia, mia terra d’origine. La pittura diventa uno spazio di dialogo tra radici ancestrali e sensibilità contemporanea, dove si custodiscono le tracce del passato. Attraverso immagini silenziose ed evocative, il lavoro indaga la persistenza della memoria nel tempo e nello spazio.
L’atto del dipingere è come una preghiera. Un dialogo con il divino, con il sacro, con il nostro io interiore.
Il passaggio da uno stato all’altro. Una ricerca.
Ma cosa stiamo cercando?
Quale strada dobbiamo seguire?
Cerchiamo una verità. ’Non dipingiamo per studenti di disegno o storici, ma per esseri umani’, disse una volta Rothko.
Attraverso la pittura, il corpo risorge. Fatica con sforzo per stare di fronte all’ immagine. La mente tace. Cosa difficile, specialmente ai giorni nostri. Lascia il posto allo sguardo, che ora si calma e ora esplode, illuminando questo inganno ’oscuro’ che ci circonda.
È una nascita, e la nascita è vita.
Apostolos Itskoudis è nato ad Alessandropoli nel 1985 ed è cresciuto a Nuova Orestiada. Tra il 2003 e il 2005 ha intrapreso lo studio del disegno e della pittura presso l’atelier di N. Christoforakis e L. Martzoukou. Ha proseguito la sua formazione artistica in Italia, diplomandosi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2010.
Dal 2012 si dedica all’insegnamento del disegno e della pittura ed è membro della Camera delle Belle Arti di Grecia (EETE). La sua carriera conta sette mostre personali e diverse partecipazioni a mostre collettive in Grecia e in Italia.
Attualmente vive e lavora ad Alessandropoli.