Descrizione Opera / Biografia
Celate dalle pareti che separano l’uomo dal mondo esterno, talvolta si manifestano piccole ampolle di vita vegetale. Sono i terrari, miniature di Universi che, dall’alto di un comò, suggeriscono altre esistenze, cicli di vita paralleli che sfuggono alla dimensione comunemente nota come realtà. L’ecosistema che al loro interno si crea quasi non respira la nostra aria, non ci tocca, non sembra parlarci. Eppure vive, vive affianco a noi, attraversato dalla medesima luce che bagna le nostre teste. È l’incarnazione di un mondo altro, o l’esempio più pratico a nostra disposizione per credere che un mondo altro possa veramente esistere.
Attraverso la simbologia del terrario, l’opera chiede allo spettatore di ricordare la sua innata capacità di percepire questo piano alternativo e intangibile. Chiede di tuffarsi, di strappare la maschera di cemento che chiamiamo casa e, attraversando il fitto fogliame delle nostre convinzioni, cercare le radici dimenticate di una vita non solo fisica, non solo alimentata da ciò che possiamo toccare.
Breve biografia:
Nasco a San Benedetto del Tronto (AP), dove conseguo la maturità classica per poi intraprendere gli studi universitari presso la Facoltà di Fisica dell’Università La Sapienza (Roma). Attualmente frequento l’Accademia di Belle Arti di Venezia, ed ivi porto avanti la mia ricerca pittorica sotto la guida dei professori Carlo Di Raco e Martino Scavezzon.