Descrizione Opera / Biografia
Sei ritratti emergono da una tensione tra forma e impulso. I volti appaiono trattenuti entro contorni rigidi, quasi imposti, mentre al loro interno il segno si muove libero, stratificato, istintivo. Il carboncino diventa gesto, energia, materia che vibra e si deforma, suggerendo una dimensione più profonda e inconscia dell’identità.
L’opera indaga il contrasto tra ciò che viene definito dall’esterno e ciò che invece si manifesta come flusso emotivo, mutevole e non del tutto controllabile.
Aleksandra Trajković (1986, Vranje, Serbia) è un’artista visiva con base a Firenze. Cresce in un contesto segnato dai conflitti nei Balcani, esperienza che orienta la sua ricerca verso i temi della memoria e della relazione tra vissuto individuale e storia collettiva.
Si forma tra Serbia e Italia: studia pittura al Liceo Artistico di Niš e all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove frequenta anche il biennio in Grafica. Parallelamente approfondisce la progettazione grafica e si specializza in grafica per l’editoria allo IED di Firenze.
Lavora per quasi dieci anni presso lo studio di graphic design RovaiWeber, occupandosi principalmente di allestimenti museali e progetti per istituzioni culturali.
Dal 2024 si dedica esclusivamente alla pratica artistica, sviluppando un lavoro incentrato su memoria, gesto e narrazione, che esplora la dimensione antropologica della memoria, utilizzando un approccio multidisciplinare in cui il gesto artistico diventa strumento primario di indagine e narrazione.