BLISTER 11
Le opere di Ruth Gamper nella serie dedicata ai blister,
rientrano nella sua cifra artistica, quella del riutilizzo dello scarto
quotidiano, sapientemente trasformato in pura percezione estetica. Dallevalve
trasparenti sui fogli di alluminio traspaiono lampi di colore traslucidi creati
sul supporto, o scaturiti dal farmaco stesso, abbandonato e volutamente imprigionato
dentro bolle chepermettono all’occhio di intravedere appena. Incollati
orizzontalmente o, miracolosamente, di taglio, i blister metallici creano
pattern sorprendentemente diversi e leggeri, dagli effettitridimensionali, in
uno spaesamento sorprendente.
Il farmaco, una volta
sollevato dalla sua funzione, e anche un certo senso liberato dalla sua
trappola, prende una sua strada, si ricombina creando un senso estetico
inaspettato, rimasto segreto. Diventa una cura che stimola la necessità della
bellezza, vera portatrice di cellule sane per la sopravvivenza.
La ricombinazione degli involucri in alluminio, dalle valve trasparenti
ma anche no, nelle più diverse forme, dalle più semplici alle più complesse, in
texture con effetti tridimensionali e in sorprendenti combinazioni di taglio,
ci offrono una proposta nuova e ricca di significati simbolici e concettuali,
che rimandano ad antichi e contraddittori binomi come quella tra natura e
artificio, che spesso sott’intende una ricerca di salute e bellezza spesso
rivolta dall’uomo a una ricerca di eternità.
Paola Bassetti
RUTH
GAMPER
Biografia:
Nata a Spera (TN), cresciuta
tra l’Austria e l’Italia, vive e lavora a Bolzano. Da 25 anni è nel mondo
dell’arte. La frequentazione di corsi di disegno e acquerello le sono serviti
per acquisire una tecnica di base. A questa esperienza ha associato incontri
con artisti e viaggi di studio nei principali musei e gallerie d’arte.
Alla ricerca di una sua
personale cifra stilistica è approdata a quello che si definisce l’arte del
riciclo. Questo già in un’epoca in cui i temi dell’riutilizzo, la raccolta
rifiuti differenziata e la coscienza dell’ambiente non erano ancora così d’attualità.
Affascinata dalle cose e dai materiali usati, portatrici del vissuto, l’artista
raccoglie materiali di scarto, in particolare blister, medicinali, sacchi e filtri di caffè, bustine di zucchero, e.a. che
successivamente libera dalle forme originali. Ogni materiale, nonostante
l’apparente degrado, ha in sé una grande potenzialità di trasformazione. Con
questo suo agire capovolge quello che nella odierna società di consumo sembra
essere la cosa più importante: contenuto divenuto rifiuto, presunto rifiuto
diviene contenuto estetico.
Le sue prime mostre
risalgono al 1992, alle quali si susseguono poi regolarmente una serie di
mostre personali a Bolzano, Trento, Bologna, Labro, Innsbruck, Berlino, e.a. Dal
1996 è socia del Suedtiroler Kuenstlerbund con cui partecipa a numerose
iniziative espositive, tra cui in dicembre 2018 nella Galerie an der Pinakothek
der Moderne di Monaco, in marzo di quest’anno
alla mostra Aktion! Site specific interactions nella Fondazione Antonio
Dalle Nogare di Bolzano. Collabora in esclusiva con la Boesso Art Gallery che
presenta i lavori dell’artista a importanti fiere internazionali d’arte (Amburgo,
Karlsruhe, Colonia, Parigi, Londra e.a.) e sta preparando un’ ampia mostra personale
a Palazzo Ducale di Sabbioneta. Un quadro dell’artista è
presente nel Museo della Farmacia di Bressanone, quale testimonianza artistica
dell’inusuale e riuscito impiego nel campo dell’arte di materiale farmaceutico.
Per l’edizione 2012 e l’edizione 2019 di un volume di aggiornamento (edito a
Bolzano) è stata scelta un’opera di Ruth Gamper come copertina.