Premio Combat Prize

Matteo Lucente - Premio Combat Prize

ARTWORK IN CONTEST | Section Sculpture/Installation

 | Progetto Disruption - Opera n. 4

Progetto Disruption - Opera n. 4
mista, pietra, barre e filo in rame, patine
50 x 20 x 20

Matteo Lucente

born in
work/study place: Rutigliano, ITALIA


in contest since Apr 30, 2019

https://www.premioceleste.it/artista-ita/idu:69866/


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Progetto Disruption - Opera n. 2
mista, legno, ferro
35 x 20 x 25

Artwork description / Biography


Progetto DisruptionL’opera in concorso, parte integrante del “Progetto Disruption”, si propone di indagare i processi dirompenti delle intelligenze (capacità) artificiali che sono entrati prepotentemente a far parte delle nostre vite, modificandone per sempre l’esistenza. Nel passato, le disruptions rendevano l’essere umano protagonista dei processi sociali conservandone, quasi sempre, le peculiarità positive. Nel futuro prossimo tutto questo potrebbe non essere più necessario: tutto sarà amplificato dalle capacità dell’intelligenza artificiale, dall’algoritmo, dalla robotica, dall’automazione e dai Big data, col rischio di avvolgere tutta l’esistenza umana in una Deep mind artificiale così da spazzare via e destinare all’oblio tutto ciò che è stato. Sarà questo il “mondo nuovo” narrato da Aldous Huxley? Preoccupa, anche, il mondo descritto da Drew Houston, Ceo di Dropbox: “La cosa che mi mette ansia è che mi rendo conto che per ogni salto prodigioso di tecnologia, stiamo creando due crateri di problemi sociali”; ed è lo stesso mondo profetizzato da Von Hayek, Nobel per l’Economia, se tra venti anni “ Bisognerà fornire agli indigenti e agli affamati qualche forma di aiuto, ma solo nell’interesse di coloro che devono essere protetti da eventuali atti di disperazione da parte dei bisognosi”. BiografiaNato nel 1965. Artista poliedrico, studia da autodidatta la invetriatura con tecnica Tiffany, il mosaico in vetro e la pittura. Dopo l’esperienza con il gruppo ”Eccentriche Visioni” si dedica agli studi musicali. Frequenta il Teatro dell’Impegno, di Gino Locaputo e Brigida Forte, dove conosce il lanternista Claudio Correale. Impara la tecnica della pittura su diapositiva. Tecnica che approfondisce negli anni sperimentando diversi materiali. Appassionato di architettura del paesaggio, di Land art.Nell’intervento, in occasione della personale “Zone en friche e altri luoghi della mente”, il professor Troiani dirà che: “I precedenti sono Rothko, Pollock, le avanguardie, l’essenza vitale Zen, ma anche Rousseau il Doganiere, Van Gogh «notturno», gli spaventosi bellissimi grifoni di Canosa, la video art Francesco Cavallazzi, la ‘linea’ dei moderni. L’aniconismo o meglio l’astrattismo in quanto tentativo di entrare nei segreti della natura dell’essere umano. La forza nascosta della natura e i suoi artigli di cristallo. Per Leopardi la malignità della natura è oggettiva, storica. Qui soggettiva però non è neanche un puro stato d’animo passeggero.”