Premio Combat Prize

Marianna Dimeo - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Fotografia

 | Le violon du mal (digital)

Le violon du mal (digital)
fotografia, elaborazione digitale (+ ricami nella versione fisica), tela
50x70

Marianna Dimeo

nato/a a
residenza di lavoro/studio: Pisa, ITALIA


iscritto/a dal 03 mag 2019


Under 35


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Altre opere

 | Les fleurs: jardin (digital)

Les fleurs: jardin (digital)
fotografia, elaborazione digitale (+ fiori veri nella versione fisica), tela
50x70

Descrizione Opera / Biografia


Le violon du mal e Les fleurs: jardin nascono dall’esigenza di ripercorrere e visualizzare le proprie ferite per poi comprenderle e sanarle. Ferite che derivano dal mio essere donna e dal mio essere donna in questa società e in questo particolare momento storico.N.B la versione fisica di entrambe le opere prevede l’apertura di fessure in corrispondenza dei tagli e il ricamo in corrispondenza dei fili così come per la seconda foto in cui, oltre ai tagli, sono previsti anche i fiori veri.Le violon du mal (digital)Come Man Ray si appropriò del personaggio dell’odalisca e della passione per la musica di Ingres così io, presuntuosamente, mi sono appropriata dell’opera di Man Ray e di Lucio Fontana.In questo caso la figura dell’odalisca non è da intendersi positivamente in senso erotico, ma anzi nel suo originario significato di schiava vergine. Non sono le fessure di un violino a definire la schiena ma gli squarci o tagli delle tele di Lucio Fontana. Questi ”concetti spaziali”, queste ”Attese”, sono delle vere e proprie brecce che aprono il passaggio a spazi mentali alternativi. Il nostro corpo è costantemente sottoposto a sguardi, critiche, complimenti, giudizi spesso non richiesti. E’ il canale attraverso cui passa tutto: le nostre ansie, le nostre paure e spesso le ansie e le paure degli altri o della società stessa. Sempre impegnate a ricucire i nostri dolori con minuziosità per non mostrarli, perché forse, ormai, anche noi crediamo alla storia che una donna forte è una donna che non soffre.Oltre la ferita solo il vuoto, un vuoto estremamente pesante da portarsi dentro e di cui è necessario liberarsi.Les fleurs: jardin (digital)Una donna forte è una donna che soffre e che sa trasformare e sublimare il suo dolore.L’antico Giappone ci insegna l’arte di abbracciare il danno, le ferite attraverso la pratica del Kintsugi che prevede l’utilizzo di oro per riparare le crepe di oggetti in ceramica. Così, dopo essermi guardata ben dentro e dopo aver esplorato le mie ferite, non le ho semplicemente ricucite lasciando dentro il dolore, le ho riempite e ho lasciato che sbocciassero, in modo che sia più difficile per il dolore, un giorno, rientrare.