Premio Combat Prize

Fabrizio Burtet Fabris - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Emicranio

Emicranio
mista (penna 3d, fusione di bioplastica), bioplastica (pla), legno, minuteria metallica
31x32x10 cm.

Fabrizio Burtet Fabris

nato/a a
residenza di lavoro/studio: Vicenza, ITALIA


iscritto/a dal 01 mag 2019


visualizzazioni: 520

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Altre opere

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mista (penna 3d, fusione di bioplastica), bioplastica (pla), legno, minuteria metallica
31x32x10 cm.

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mista (penna 3d, fusione di bioplastica), bioplastica (pla), legno, minuteria metallica
31x32x10 cm.

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mista (penna 3d, fusione di bioplastica), bioplastica (pla), legno, minuteria metallica
31x32x10 cm.

Descrizione Opera / Biografia


Dopo aver frequentato il liceo artistico e la facoltà di architettura di Venezia, mi sono dedicato prevalentemente al lavoro di architetto, continuando però a sperimentare, principalmente nell’ambito della pittura materica e su temi legati all’astrazione.Sono stato certamente influenzato dal lavoro di Alberto Burri, in particolare per il metodo di continua analisi dei materiali e per la ricerca di modalità espressive sempre diverse.Solo recentemente ho trovato, nell’accostamento tra legno e bioplastica (PLA), un mezzo espressivo che trovo particolarmente stimolate. Questo abbinamento di materiali ha comportato anche il mio spostamento verso la scultura, nonché il ritorno al tema della figura, tanto umana quanto animale.Nei miei lavori rifletto sulla tematica ambientale, che al momento mi sembra quella che necessita di maggiore attenzione.É ormai evidente come l’atteggiamento dell’uomo verso l’ambiente, se non avverrà un cambiamento radicale, sia destinato a portare danno proprio alle persone.La natura, d’altro canto, troverà sempre un modo di evolversi e sopravvivere, grazie alle sue straordinarie capacità di adattamento. Basti pensare agli animali che vivono nei pressi di Chernobyl, che in molti casi stanno evolvendo per resistere alle radiazioni.Le mie figure antropomorfiche e animalesche riflettono questo pensiero, grazie all’accostamento di materiali naturali o biodegradabili (legno, pietra, PLA...) con altri creati dall’uomo (minuteria metallica, attrezzi, utensili...).EMICRANIOLa scultura fa parte di una serie di lavori che ho chiamato “Noi non ci saremo”, ispirate alla capacità di adattamento ed evoluzione della natura.La figura ricorda la testa di un improbabile animale, realizzato grazie a diverse tecniche di fusione di bioplastica combinate con pezzi di legno rinvenuti in natura.