Premio Combat Prize

Crash - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Cittadini dei Mondi

Cittadini dei Mondi
acquatinta spray, installazione 3d
42,1 x 29,7

Crash

nato/a a
residenza di lavoro/studio: Venezia, ITALIA


iscritto/a dal 06 apr 2019


Under 35

https://www.instagram.com/cavalieri_bembo/


visualizzazioni: 350

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BURN
acquatinta, acquaforte, maniera allo zucchero, carta + installazione visuale 3d
42,1 x 29,7

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Calcografia Anaglifica - Libro d’Artista
acquatinta, acquaforte, maniera al sale, maniera allo zucchero, carta, cartoncino
42,1 x 29,7

Descrizione Opera / Biografia


Silvia Mizzoni, conosciuta come Crash, diplomata presso l’accademia di Belle Arti di Venezia in Grafica D’Arte, direziona la sua calcografia verso il futuro, cercando una forma che consenta lo sviluppo delle arti di pari passo con lo sviluppo della società. ”Una carrellata di artisti e scienziati della percezione, illusione visiva e arte cinetica, da Escher, al gruppo N e T, a Insane51, hanno approfondito le mie conoscenze finalizzate alla realizzazione della mia prima opera stereoscopica in calcografia. In dieci anni di scuola di incisione calcografica volevo trovare il modo di elevare anche questa disciplina ai tempi moderni. Iniziando a studiare gli anaglifi e i principi del 3D sono giunta alla conclusione che si può fare!Ho iniziato studiando il colore, e la distanza ottica possibile per rendere l’illusione di profondità. Riguardo il colore ho avuto le più grandi difficoltà poiché non tutte le gamme di colori calcografici sono disponibili in Italia, perciò ho iniziato a miscelarli per trovare le giuste tonalità. Affinché il 3D abbia il risultato migliore la risultante dei due colori complementari deve necessariamente essere il colore nero. Per questi lavori ho usato i complementari Ciano/Magenta realizzati dopo una serie infinita di tentativi.Trovati i colori giusti sono passata allo studio della distanza compositiva dell’immagine: l’immagine deve essere riprodotta due volte alla distanza relativa all’angolo di visione di ciascun occhio. Diciamo quindi che per una visione standard (osservatore ad un metro di distanza dalla stampa) le immagini sono state sfalsate più o meno di mezzo centimetro. La distanza delle battute è direttamente proporzionale alla distanza dell’osservatore dall’immagine. Ho iniziato quindi ad incidere ad acquaforte e acquatinta la mia immagine su una lastra di zinco. Per la prima stampa di colore rosso sono stati seguiti tutte le classiche regole della stampa calcografica ma per la seconda battuta di stampa in blu è stato necessario sradicare il processo dai suoi canoni accademici.In questo specifico caso la messa a registro è impossibile proprio per la necessità della tecnica 3D di essere più precisa possibile. Per questo tipo di progetto solamente la prima matrice è stata stampata a registro, la successiva è stata stampata al contrario (foglio alla base e matrice capovolta sopra) a distanza di mezzo centimetro sullo stesso foglio. Sarebbe risultato un lavoro impreciso ricreare due lastre identiche, soprattutto spostare le loro distanze direttamente sulla lastra di zinco. Perciò ogni lastra è stata stampata due volte dalla stessa matrice.La visione delle mie opere si avvale di una necessaria installazione, senza il supporto dei filtri ciano/magenta possiamo godere dell’opera solamente a metà. Per osservare al meglio le mie opere consiglio sempre di seguire alcuni passaggi. Per prima cosa invito sempre a guardare le opere senza gli occhialini 3D, per farsi un’idea del procedimento artistico, oltre al fatto che sono affascinanti anche viste in due colori. Il secondo passaggio è quello di indossare gli occhialini e perdersi nella profondità del’immagine della quale ormai percepiamo solo il colore nero. Infine suggerisco, per via delle proprietà dei colori complementari, di guardare altre due volte l’immagine, prima solamente con il filtro rosso e successivamente solo con il filtro blu.Probabilmente questa mia innovazione nella calcografia sarà concepita, come la storia e la politica dell’arte cinetica ha appurato, come un gioco ottico fine a se stesso. E’ sempre difficile accettare qualcosa di nuovo, soprattutto dopo aver stravolto le regole di un’arte che vive da secoli. Ma confido nella curiosità di ogni essere umano e spero che questa sperimentazione venga infine concepita come normale evoluzione creativa. ”