Descrizione Opera / Biografia
Il lavoro presentato, fa parte della serie“Blu” , datata 2021/2022 .
Le figure umane trasmutano nella forma e nella cromia. Perdono il tono naturale della pelle ed i corpi diventano macchie blu. Suggestioni di un rosso sbiadito dal bianco, ne ricordano la composizione di carne e sangue, simbolo di una fisicità, sinonimo di identità, ormai perduta. L’immagine si dilata oltremisura, fino ad un ingrandimento che ne fa perdere i confini. Le figure si astraggono diventando segni e forme; vengono concepite come colore e composizioni entro lo spazio fisico di una tela che ormai non può e non riesce a contenere il corpo nella sua interezza. La rappresentazione di un frammento che rimanda ad un tutto, che nonostante la sua intrinseca parzialità, diventa sufficiente a se stesso.
La mia formazione passa attraverso la laurea in architettura. Da questo percorso, scaturiscono l’importanza nell’uso di vuoti e pieni, del ruolo centrale della luce che accarezzando i corpi ne definisce i volumi e le presenze.
L’interesse e la passione per l’Arte, mi hanno sempre mosso ormai da molti anni, stimolando in me nuove forme di lettura nel mondo e del mondo; con sguardo interessato e pronto ad assorbire, ho cercato di metabolizzare una visione personale da rendere all’altro.
Non sono, e non mi sento, una vera e propria autodidatta in senso pittorico. Ho sempre seguito un percorso di analisi, autoanalisi e di sperimentazione che si esplicita in particolare nella mia ricerca sul corpo femminile. Un’ indagine sull’identità, sulla comprensione di sé e del proprio significato nel mondo; sul senso di inadeguatezza che trova la sua espressione attraverso le forme, scomposte e ricomposte, e l’utilizzo di colori, a volte in metamorfosi innaturali, ma espressione ed immagine di un’anima “alla ricerca”.
Il lavoro pittorico sul corpo femminile si muove volutamente da un’esperienza ”singolare”, proiettandosi verso una dimensione “universale”; spesso scompare qualsiasi connotazione di un volto e di una qualsivoglia riconoscibilità. L’io si trasfigura in un noi : in uno spazio dentro al quale riconoscersi e riconoscere le proprie debolezze e fragilità.
La figura anatomica femminile si rapporta con il ”nudo” : il corpo “nudo” viene deformato, ingrandito, modificato nella cromia, diventando esso stesso spazio di analisi e riflessione delle proprie esperienze. Un quotidiano rappresentato che allude ad un accadimento straordinario , impresso nel corpo e nella mente, e che permane come ricordo, perdita e ferita. Resta necessariamente la convivenza perpetua con questa permanenza.