OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Google’s Decalogue

Google’s Decalogue
stampe a getto d’inchiostro su poliestere, 9 stampe su poliestere trasparente, telai in alluminio, luci led integrate, centraline temporizzatrici
90x270x36 cm x 3 elementi

Pietro Catarinella

nato/a a Roma
residenza di lavoro/studio: Milano, ITALIA


iscritto/a dal 30 mag 2020

http://datatraffic.it/


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50x50x10 cm

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stampe a getto d’inchiostro su poliestere trasparente, poliestere trasparente

Descrizione Opera / Biografia


Google’s Decalogue
Il progetto parte dai 10 comandamenti, le leggi scritte sulle tavole della legge che, secondo la Bibbia, vennero donate da Dio a Mosè sul monte Sinai. Queste frasi sono state digitate in inglese sullo strumento di ricerca di Google. I materiali risultanti della sezione immagini sono stati scaricati da internet, manipolati digitalmente, stampati su poliestere trasparente e montati su telai di alluminio a formare un’installazione immersiva. I lavori riprendono la forma verticale delle tavole e sono tutti articolati in tre livelli trasparenti nei quali le immagini si sovrappongono anche in base alla posizione dell’osservatore.
Google’s Decalogue indaga la relazione tra gli elementi di una ricerca iniziale, le tavole della legge, e l’enorme molteplicità dei risultati di ricerca. Gli strumenti attraverso i quali vengono disseminate queste rappresentazioni contribuiscono alla dispersione del sapere andando ad accumulare elementi a volte completamente incompatibili. Lo strumento di ricerca di Google restituisce una sequenza di risultati ripetitivi, eterogenei, contrastanti, contraddittori, inappropriati che aggiungono talmente tante informazioni alla frase iniziale da renderla incomprensibile, indefinita, fluttuante, eterea, insensata.
Nella società dell’informazione l’accumulo di elementi nella memoria collettiva chiamata Internet disperde il sapere rendendolo una materia liquida. La mia ricerca si muove all’interno di questo flusso di immagini restituendo delle mappe nello spazio fisico.
Attraverso la fissità, l’incompletezza, la confusione di elementi altrimenti separati e, al livello dell’assemblaggio, tramite l’uso di strutture frattali, le stesse replicano in modo speculare e inverso l’esperienza del Web riattivando lo sguardo dell’osservatore.