Descrizione Opera / Biografia
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“Semplicemente dell’arte non ne posso fare a meno…”
E’ così che Michela Roffarè ne parla, per lei l’arte è una passione/ossessione, un amore innato.
Frequenta, infatti, scuole di indirizzo artistico, quali l’Istituto d’Arte di Vittorio Veneto (indirizzo Grafica e Arti della Stampa) e successivamente l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Il suo lavoro si può definire pitto-grafico, le tele che realizza sono di varie dimensioni ma preferisce il quadrato, un formato che rende spazio e tempo infiniti. I temi che affronta sono diversi, ma tutti mirano all’essenzialità, alla semplicità e all’equilibrio che per lei l’arte deve trasmettere.
Il tema che le sta più a cuore sono gli omini, essi rappresentano l’uomo nel senso più ampio che si possa immaginare, attraverso queste piccole anime, affronta il tema dell’identità, la volontà di trasmettere ciò che l’umano porta dentro di sé.
Allo stesso tempo, sempre con gli omini, analizza anche il tema della società, della collettività poiché vengono rappresentati molti omini tutti insieme, cerca però anche di trasmettere un messaggio forte e calzante per la società attuale, ossia che anche se in molti alla fine ci ritroviamo molto spesso soli.
Ecco che allora: “Tanti ma soli” è il significato più diretto di queste creature che si agitano nello spazio, che balzano dalla tela a qualsiasi altro oggetto di consumo o di design.
Ed è qui, che la sua arte si evolve e prende altre direzioni, non fine a se stessa, ma come punto di forza che caratterizza gli oggetti che usiamo quotidianamente. La sua visione grafica fa sì che un’idea sia immediatamente adattabile a qualsiasi cosa: una bicicletta, un lavandino, borse, accessori vari, appendiabiti, vasi etc. insomma per Michela Roffarè l’arte è bellezza, ma soprattutto bellezza che và applicata alla vita di ognuno di noi.
Chi si riconosce nel suo lavoro deve avere il piacere e l’esigenza anche di poterlo indossare, di poterne godere in modo pratico, di poter realmente rendere migliore la propria vita di tutti i giorni attraverso l’arte.
Altri temi affrontati, sono le cellule, i nodi, le energie, le ragnatele e gli alberi.
Essi sono tutti elementi della natura, da cui molti dei suoi intrecci prendono ispirazione, trame e segni di un mondo micro e macro, tutto è davanti ai nostri occhi, basta saper osservare e ci renderemo conto che la natura ci offre un’infinità di spunti, di immagini meravigliose che l’artista si sente in dovere di regalare al mondo.
Ogni piccola o grande struttura che esiste in natura si evolve, si allunga, si dilata e prende strade sconosciute, ogni dettaglio è poesia, tutto diventa incanto e piacevole allo sguardo.
Le cellule sono la magia che si muove e si trasforma in continuazione in un microcosmo invisibile agli occhi di tutti, ma fondamentale per la vita.
Belle, leggiadre e fluttuanti, la materia come un sogno che evolve secondo dopo secondo.
La tiroide è una dannata ossessione e un problema di salute dell’artista stessa, la regolatrice di tutto, colei che, se non funziona, manda in tilt l’intero metabolismo.
Le sue cellule sono tanto affascinanti quanto fondamentali, meravigliosa e necessaria, piccola ma con un compito grande, per questo degna di tutto il suo stupore ed interesse.