OPERA IN CONCORSO | Sezione Scultura/Installazione

 | Luce dei miei occhi

Luce dei miei occhi
diapositive in bianco e nero, visori, parallelepipedo
30x30x100 cm ca.

Matteo Girola

nato/a a Milano
residenza di lavoro/studio: Torino, ITALIA


iscritto/a dal 09 mag 2020


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diapositive in bianco e nero, visori, parallelepipedo
30x30x100 cm ca.

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Luce dei miei occhi (dettaglio diapositive)
diapositive in bianco e nero, visori, parallelepipedo
30x30x100 cm ca.

 | Luce dei miei occhi (mockup)

Luce dei miei occhi (mockup)
diapositive in bianco e nero, visori, parallelepipedo
30x30x100 cm ca.

Descrizione Opera / Biografia


Luce dei miei occhi (2019)
ed 1/5+2 p.d.A.
Un progetto sul dialogo tra arte e scienza promosso dall’Accademia Carrara e dall’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio Nazionale delle Ricerche sul tema ”Raccontare l’invisibile”.
Utilizzando i file di un esame diagnostico oftalmologico, trasferiti su diapositive, l’artista rivela la mappa dei suoi occhi a se stesso e al pubblico, attraverso una scultura che assomiglia ad un tabernacolo magico ed a uno strumento medico obsoleto.
La ricerca scientifica si impiega con crescente precisione e competenza nel rendere visibile ciò che non lo è, sia quando l’oggetto dell’indagine è molto piccolo sia quando è un processo ancora non svelato: una domanda crescente nella mente dei ricercatori, che genera una nuova comprensione del mondo.
Allo stesso modo, del mondo, la ricerca artistica anticipa una nuova percezione.
Ciò che vediamo, o non vediamo, passa attraverso una soggettiva impronta digitale interna agli occhi, che nessuno di noi è in grado di spiegare all’altro.
Certamente abbiamo dei metodi comparativi, unità di misura, campionari di colori, strumenti di misurazione.
Ma solo noi stessi guardiamo attraverso i nostri occhi e attraverso l’interpretazione che il cervello fa di ciò che vediamo.
Ciò che per me è rosso, blu, grande, piccolo, luminoso o buio, risulta sconosciuto agli altri con i quali si trova però un accordo su cosa è definibile “rosso”.
I file digitali ottenuti in clinica attraverso il processo di riversamento su pellicola diapositiva in bianco e nero rinascono con una loro ”biologia dell’immagine” che, imprigionata in questa scultura ci fa dubitare della sua esistenza.
BIO
La ricerca artistica di Matteo Girola (Milano, 1983) procede sui percorsi della fotografia contemporanea,
composta di linguaggi operativi plurimi.
Esplora l’utilizzo dell’immagine tra realtà e finzione, tra documento prelevato e produzione, riflettendo sulle incertezze e modificazioni del vedere attraverso i suoi processi non ancora palesati, indagando la nostra comprensione visiva del mondo.
È diplomato in Pittura e Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e in Catalogazione e Archiviazione della Fotografia presso la CFP Bauer.
www.matteogirola.com