Descrizione Opera / Biografia
La mia ricerca e la mia pratica mi hanno portato a riflessioni articolate sul senso del lavoro manuale. In un’epoca post-artigianale caratterizzata dall’automazione del processo lavorativo, dai processi di trasformazione di materiali e oggetti, dai mutamenti antropologici che si determinano nella nostra società stretta tra etica del lavoro ed estetica del consumo. Non saper fare nulla con le proprie dita non è una cosa molto preoccupante a livello della specie umana perché passeranno millenni, prima che regredisca un sistema neuromotorio così antico. Sul piano individuale è ben diversa la cosa, non avere da pensare con le proprie dita equivale a fare a meno di una parte del pensiero. Esiste quindi il problema della regressione della mano (Manualità).
L’utensile in se non è meno importante dell’uso cui è destinato, costituisce di per se un risultato e un valore. Tra la mano e l’utensile ha inizio un’amicizia che non avrà fine.
Quando è nuovo, l’utensile non è fatto, bisogna che tra esso e le dita che lo impugnano si stabilisca un accordo formato di appropriazione progressiva, di gesti lievi e coordinati, di abitudine reciproche e anche di una certa usura. Allora lo strumento inerte diventa una cosa viva.
Cit. H.Focillon, Vie des Formes suivi de èloge de la main, Paris 1943.
Torno Subito, si inspira ai grembiuli da lavoro fatti in Tela Genova, lo stesso tessuto usato alla fine del 15° secolo per i Parati Sacri. Attrezzi da lavoro modificati e inseriti sul grembiule appeso ad una parete.
Lavoro, manualità, mente e mano funzionano insieme rinforzandosi, l’una insegna all’altra e viceversa. Pausa lavoro, Torno Subito.