Artwork description / Biography
L’opera fa parte di un ciclo di lavori iniziati nel 2011 ancora inesausto. L’attenzione è incentrata sulla materia e la sua trasformazione, un continuo “costruire” e “decostruire” per dare forma all’intangibile.
Un processo che tenta di stabilire un rapporto con il concetto di esperienza e di memoria, attraverso la sublimazione di ricordi in luoghi che sono diventati contenitori di emozioni, di equilibrio e di dialogo.
Le opere rimandano a possibili eventi causati dalla natura o dal passaggio dell’uomo, che del suo esserci stato rimangono rovine di architetture, strade, spazi vuoti. Ruderi di abitazioni e di vecchi edifici industriali abbandonati, dove la natura li ha nascosti e trasformati. Il paesaggio come opera mai compiuta, in continua trasformazione. In un tempo sospeso, mai definito.
Ossidi, cenere, pigmenti, materiale inerte che conserva al suo interno tutto ciò che è stato. Un immenso deposito di ricostruzione, dove la polvere depositata dà consistenza e spessore anche all’assenza. Un viaggio introspettivo in cui l’essere umano viene considerato nella fragilità della sua condizione finita.
Bio
Fabio Romano (Gela 1978).
Vive e lavora a Bologna. Dopo gli studi di psicologia si iscrive e si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Dal 2007 ha partecipato a varie mostre in Italia e in Europa.
Personali: 2017 - “Find the balance”, Luisa Catucci Gallery, Berlino, curatore C. Fileccia; 2016 - “Find the balance”, Galerie Nardone, Bruxelles; “Decostruzioni”, Die Mauer Artecontemporanea, Prato, curatore L. Sposato; “Off Course Young Contemporary ART FAIR”, Galerie Nardone, Bruxelles; 2015 - “Level 7”, Bi-Box Art Space, Biella, curatore I. Finiguerra; 2014 - “The invisible cities”, Zenone artecontemporanea, Reggio Emilia, curatore S. Simonini; “Fallout”, Museo Archeologico, Gela; 2012 - “Fallout”, Adiacenze, Bologna, curatore E. Bulzoni;
Collettive: 2019 - “Selvatico [14], Atlante dei margini, delle superfici e dei frammenti”, Museo Civico Luigi Varoli, Cotignola, curatore M. Fabbri; 2018 - “You Can Do It and You Must Do It”, MAMbo - Villa delle Rose, Bologna, curatore L. Petrillo; “The Wunderkammer”, Galerie Nardone, Bruxelles, curatore A. Nardone; “Academy Now”, Villa Marullina, Casalecchio di Reno, curatore L. Petrillo; “SCOPE International Art Show”, Webergasse, Basel; 2017 - “Grand Art Fair”, Luisa Catucci Gallery, Milano; 2016 - “Il velo di Maya”, Evolve studio legale, Bologna, curatore I. Finiguerra; “Autoselbstfahrer”, Rompone Kunstsalon, Köln; “Relazioni”, Art White Night, Adiacenze, Bologna, curatori A. Mariotti e D. Tozzi; “Setup Art Fair”, Bi-Box Art Space, Bologna; 2015 - “Academy Now”, Galleria Vannucci, Pistoia, curatore L. Petrillo; “Academy Now”, Spazio 9, Bologna, curatore L. Petrillo; “The Others”, Bi-Box Art Space, Torino; “Off Course contemporary art fair”, Academy Now, Bruxelles, curatore L. Petrillo; 2014 - “Academy Now”, Art Defender – Arte Fiera Off, Bologna, curatore L. Petrillo; 2013 - “Academy Now”, Hanmy Gallery, Londra, curatore L. Petrillo; “E quindi uscimmo a riveder le stelle. L’approdo”, Galleria S. Fedele, Milano, curatore I. Bignotti; “Art Code Factory”, S. Maria in Chiavica Church, Verona, curatore S. Belladelli; “Migration”, Officina delle Arti, Reggio Emilia, curatore A. Mariotti e D. Tozzi; 2012 - “Hic sunt leones”, Sala Museale Baraccano, Bologna, curatore G. Mundula e M. Giuffredi; “Contemporary party” Art Off, via De Musei, Bologna, curatore S. Gavioli; 2011 - “Festival della creatività”, MIUR, Firenze; “Contemporary party” Art Off, Teatro Duse, Bologna; 2010 - “Ortofabbrica”, Fabbrica, Gambettola; “Relation Landscape”, Palazzo Re Enzo, Bologna; 2009 - “Open 12”, Isola di S. Servolo, Venezia, curatore M. Pulini.