ARTWORK IN CONTEST | Section Sculpture/Installation

 | Ognuno di noi ha dentro delle scimmie. Maquette per muro

Ognuno di noi ha dentro delle scimmie. Maquette per muro
mista, 1 rotolo di carta da lucido – unico tecnica mista_ grafite, matita colorata, penna e china - rotoli carta da parati: carta da parati serigrafata a mano, acrilico
l’installazione e

Elena Tortia

born in Torino
work/study place: Torino, ITALIA


in contest since May 08, 2020


Under 35

https://www.dropbox.com/s/uvuhe81ajzbm0pc/elena.tortia.pdf?dl=0


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Artwork description / Biography


Il giorno dopo l’elezione di Donald Trump l’opinionista Ann Coulter ha pubblicato un programma dettagliato delle priorità per i primi cento giorni del mandato – giorno 1: iniziare a costruire il muro. Giorno 2 continuare a costruire il muro. Giorno 3: continuare a costruire il muro. E così via.. la litania proseguiva. Giorno 100: riferire al popolo americano sui progressi compiuti nella costruzione del muro. Ricordo di aver letto, in quei giorni, un detto americano che diceva “fine words butter no parsnips” = le belle parole e le buone intenzioni non portano a nulla. Mi viene da pensare che con la nozione di con fine, limitare un territorio, nascano le due idee di vicinanza e di limite da non valicare; Due concetti opposti, credo. Border – boundary è una linea di demarcazione ma la parola frontier segnala uno spazio aperto. Il marché delimita i confini del regno – zona addossata alla linea di separazione per l’appunto. Frontiera ci segnala una linea immaginaria, il faccia a faccia con l’altro; quindi una fascia fatta per essere superata, ma invece usata come sinonimo di recinzione o muro. I recinti tengono gli animali al loro posto. Il muro è una formula in codice per indicare un rafforzamento della sicurezza di un confine. I muri non solo riducono gli attraversamenti illegali, ma fanno qualcosa di più: fanno sentire a chi vuole che si faccia qualcosa che “si sta facendo veramente qualcosa”. Possiamo usare tante parole per il cemento armato, il filo spinato, mine e armi di distruzione di massa, veicoli e velivoli armati fino ai denti, atolli usati come portaerei o scogli che nascondono flotte, barriere digitali e ideologiche, muri che separano la politica dalla religione, un oceano o un deserto di mezzo, ma tutti i tracciati dell’uomo sono sempre artificiali. Quest’opera è iniziata come studio geografico personale che segnalava tutte le divisioni territoriali dall’epoca coloniale a quelle attuali, estendendosi in un secondo momento ad una ricerca di forma estetica. Il primo esercizio è stato togliere stati, continenti e mari, lasciare solo i muri innalzati. Gli uomini, inconsapevolmente o no, hanno prodotto una calligrafia sulla terra. Il secondo esercizio è stato mettere su tavola questi segni e le possibili derive sulla terraferma. Il pattern ricorda la fantasia della mimetica militare. Un modello che unisce i due opposti. Mi sono chiesta se non può essere una maquette per carta da parati; un oggetto assolutamente estetico, puramente decorativo e frivolo. Una carta che ricopre un muro. link immagini dettaglio
https://www.dropbox.com/sh/t0j2ljlzzcinou2/AABnOEEx_uQFdDzscYhDDLefa?dl=0