Artwork description / Biography
SULLA DISTANZA.2
«la percezione è un paradosso, e la cosa percepita è essa stessa paradossale. Essa non esiste se non in quanto cosa di cui qualcuno possa accorgersi». Merleau-Ponty
A Fuoco è una raccolta di installazioni/performance site specific attraverso cui lo spettatore sperimenta che è un creatore di significato e non solo un’osservatore. È un manipolatore che a seconda del proprio punto di vista ridefinisce i significati di un evento, di una composizione, di un soggetto messo a fuoco, messo sotto lente, dietro una grande lente d’ingrandimento. La percezione ne è distorta, alterata, e condizionata dallo spostamento dello spettatore che deforma l’immagine a seconda del proprio punto di vista.
Sperimenta dunque che è l’illusione la nostra realtà, che siamo “campioni” di distorsione della realtà, perché la filtriamo intrinsecamente, con i limiti della nostra capacità percettiva e ciò che il cervello vuole farci credere. Questa raccolta incoraggia a dubitare, a spostarsi per muovere e riflettere il proprio punto di vista.
Il corpo è messo a fuoco, è dato allo sguardo dello spettatore come se fosse “dato alle fiamme”, uno sguardo che brucia, uno sguardo che letteralmente “mette a fuoco” il soggetto; è il calore dell’avvicinamento, che crepita l’apparenza, che spoglia e trasfigura la macchina del corpo e indica il paradosso di essere e avere un corpo.
“la mia presenza non mi appartiene, è un riflesso è una proiezione letta da un angolatura particolare, quella di chi mi osserva; così muto a seconda del punto da cui vengo guardata. Così è il fatto di guardare e di spostarsi che crea la relazione e il soggetto stesso: divento tanti soggetti, tanti corpi, per quante persone guardano e per la successione di spostamenti che compiono, e per il movimento che fanno osservando. Così è chiaro che lo sguardo di ognuno è responsabile e coautore della visione e della narrazione secondo la propria curiosità. In questo senso la narrazione è viva. (appunti C.Caldarano da “sulla distanza.1”)”.
Linee guida per lo spettatore: “In base alla posizione e al movimento dello spettatore, in base alla sua distanza dalla lente d’ingrandimento, e alla sua direzione e velocità di spostamento, lo spettatore può contrarre lo spazio e il soggetto che si trovano al di là della lente e sperimentare una varietà infinita di distorsioni visive, di relazioni e mescolamenti tra sfondo/paesaggio e soggetto/oggetto.
INSTALLAZIONE:
L’installazione avrà una durata continuativa. Il pubblico sarà libero di entrare e uscire quando vuole e di sostare o spostarsi davanti all’installazione. Opzioni di allestimento:
- Ritratti - La lente è posizionata al centro della sala e lo spettatore, che si muove liberamente nello spazio espositivo, diventa “l’oggetto osservato e deformato” mentre, “osservando, deforma gli altri spettatori”.
- Autoritratti - L’artista posa dietro la lente d’ingrandimento assumendo alcune posizioni. Il pubblico è libero di spostarsi per deformare l’immagine e creare il suo ritratto secondo la propria visione.
- senza titolo – La lente mette a fuoco oggetti, nature morte, testi che mettono a fuoco i paradossi della natura distorsiva dell’uomo.
PERFORMANCE:
- L’artista esegue una partitura di azioni dietro la lente d’ingrandimento di cui conosce l’effetto visivo (es. in repertorio: sulla distanza.1). La visione è sostenuta dalla proiezione della performance in simultanea.
- L’artista è in un continuum performativo dietro alla lente (es. in repertorio: 78ore) e raccoglie materiale video che elabora successivamente e lascia disponibile alla visione degli spettatori.
La documentazione delle installazioni/performance di A Fuoco è raccolta nell’archivio “opera in opera”. Si tratta di manufatti (incisioni, stampe, video, foto), una serie di ritratti, autoritratti e paesaggi ispirati a Francis Bacon e André Kertész.
Lo spettatore è invitato a partecipare all’archivio con elaborati personali, manufatti, testimonianze del loro specifico punto di vista.
BIO CLAUDIA CALDARANO performer e artista visiva. Si forma in danza contemporanea e classica. Nel 2006 si diploma assistente Coreografo con Micha Van Hoecke. Nel 2010 si diploma Attrice alla Scuola Civica d’Arte Drammatica Paolo Grassi. Nel 2017 si diploma in Grafica d’Arte al Bisonte di Firenze con una borsa di studio completa. Le sue stampe sono state esposte, nel 2017 al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (TU 35 EXPANDED), e al Premio per giovani incisori Bagnacavallo, e sono state segnalate dalla giuria del premio Combat Prize 2018, e pubblicate nei rispettivi cataloghi. Dal 2010 crea proprie performance, raggruppate in Raccolte di ricerca, che hanno ricevuto numerosi riconoscimenti. Collabora a spettacoli di danza e teatro con, tra gli altri: compagnia Virgilio Sieni, Claudia Catarzi, Teatro dei Gordi, Company Blu, Aldes