Descrizione Opera / Biografia
Souvenir è il titolo di un opera che fa parte di una serie che ho chiamato social painting. L’idea dei “social painting” nasce dopo aver scoperto l’esistenza di una serie di eventi, organizzati tramite i social network, in cui i partecipanti si riuniscono in un determinato luogo per dipingere lo stesso soggetto. Terminato il dipinto tutti i partecipanti posano per una foto di gruppo in cui ciascuno mostra la propria opera. La pubblicazione di questa foto sul social network che ha dato inizio all’evento chiude il ciclo, innescando l’origine dell’evento successivo.
In queste foto di gruppo ho riconosciuto la rappresentazione di un concentrato di performance, pittura e fotografia. Per questo motivo ho subito deciso di appropriarmene, individuando in questi eventi un metodo di esecuzione che coincide con la mia ricerca. Trovando l’immagine esatta che mi permette di stabilire connessioni tra l’espressione individuale e quella collettiva.
Stabilita la fotografia quale tecnica con cui documentare il mio personale “social painting”, ho sviluppato idee su tutti i dettagli successivi: soggetti da ritrarre, numero di partecipanti, composizione, classe sociale, età, dimensione delle tele da dipingere, e sulla stratificazione di significati che andranno ad arricchire l’opera.
Tra le diverse idee selezionate, ho sentito l’urgenza di realizzare il “social painting” con i “migranti”. Sconcertato dal processo di propagazione mediatica che questo incontenibile fenomeno ha generato. Innescando contestazioni politiche diffuse, e manifestate attraverso i social network.
Consapevole della mia condizione di testimone del mio tempo, qualità con cui definisco il vero artista, provo una profonda partecipazione alla condizione umana di questi individui che ritengo eroici. La fuga da un luogo ostile e l’attraversamento del mare verso una meta favorevole, diventa attraverso i miei occhi la rappresentazione dell’evoluzione umana. Prendo coscienza che siamo tutti inconsapevoli migranti. Affrontiamo innumerevoli ostacoli proiettati verso l’illusione di un luogo migliore, di una posizione confortevole che darà origine a nuove fughe. E così via in eterno divenire.
Per tali ragioni ho deciso che il soggetto da far dipingere ai “migranti” sarà il mare, che copieranno dalla foto di un calmo orizzonte marino.
La rappresentazione del mare tramite la pittura sarà un modo per esorcizzare il pericolo superato e divenuto esperienza da condividere. Questi eroi si mostreranno, nella foto finale, con i dipinti del mare, esibiti come trofei a un pubblico distratto dalla continua ricerca di nuovi orizzonti da contemplare.
La fotografia finale proporrà l’estremo tentativo di colmare la distanza dal reale al virtuale. Una riflessione su possibili soluzioni ai problemi di rappresentazione e visualizzazione. Un’analisi sul concetto di estetica relazionale. E l’esplorazione dello spazio dei rapporti umani e del processo artistico.
Saverio Magistri è nato a Messina nel 1980, vive e lavora a Siracusa.