Premio Combat Prize

Nara Tomassini - Premio Combat Prize

OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | CARNIFEX (ennomus)

CARNIFEX (ennomus)
olio, imprimitura a gesso di bologna e colla di coniglio, legno
190x120cm

Nara Tomassini

nato/a a Foligno
residenza di lavoro/studio: Foligno, ITALIA


iscritto/a dal 02 mag 2018


Under 35

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Particolari dell’opera in concorso: CARNIFEX (ennomus)
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 | MELANCHONIA 3M

MELANCHONIA 3M
olio, tela
150x100

 | CARNIFEX (vespidae)

CARNIFEX (vespidae)
olio, tela
50x60

Descrizione Opera / Biografia


DESCRIZIONE OPERA:
Carnifex.“dal latino carnificem, accusativo di carnifex, derivato da carnificare, dall’unione di carnem, carne, e facere, fare, letteralmente “fare a pezzi”, “mettere a morte”. Chi esegue una sentenza di condanna a morte, giustiziere, boia. Tormentatore, tiranno: divenne lo spietato c. di se stesso (D’Annunzio).” (dal vocabolario Treccani).
Particolarmete colpita da alcune foto prelevate dal web di assassini o malviventi in attesa di una condanna capitale, ho deciso di riprodurne il volto, non solo come indagine psicologica, ma anche per coglierne l’attesa, l’abiguità, la follia ed infine la vuotezza surreale celata in quei particolari volti che sembrano celare un segreto profondissimo.
I mie non sono ritratti pedissequi. I gesti pittorici sono a tratti realisti e a tratti materici o “violenti”, quasi a voler strappare via la pelle pittorica per vedere la “carne” dell’opera stessa. Ho sentito poi la necessità di rendere ciechi gli occhi di questi uomini. Una condizione necessaria come il mito classico di Omero, il poeta cieco, il quale abbandona il mondo esterno per rifugiarsi per sempre nell’nteriorità, “rovesciando i propri occhi come sul punto di morire”. Visibile a tutti fuorchè a se stesso!
In fine per ogni opera accanto al nome della serie vi è il nome dell’insetto rappresentato nell’opera (in questo caso la falena Ennomus), il quale sta a simboleggiare l’inconscio. Quel pensiero latente che occupa lo sfondo della mente umana, una fissazione che rimane nell’ombra, pronta ad invadere il campo della coscienza per poi monopolizzare l’attenzione.
BIO:
Nata a Foligno classe 1986.
Dopo il diploma di maturità in Grafica pubblicitaria, prosegue gli studi in Graphic Design e New Media presso il NID di Perugia. Nel 2009 si trasferisce a Urbino, iscrivendosi all’ Accademia di Belle Arti.
Nel 2013 consegue il diploma di primo livello indirizzo Pittura (cattedra Luigi Carboni), con il massimo punteggio. Sempre nello stesso anno continua gli studi in Storia dell’arte all’ Università di Urbino “Carlo Bò”, laureandosi nel 2017 con una tesi sul ”Recupero del Classico nell’Arte Contemporanea italiana”. Attualmente vive e lavora a Foligno (Pg).
Dopo alcuni anni di assenza dal mondo dell’arte, solo nel 2017 decide di ripredere in mano gli strumenti. Espone in diverse mostre collettive in tutta Italia, partecipando anche a concorsi d’arte nazionali ed internazionali arrivando finalista o ottenendo riconoscimenti o premi
CONCEPT: Quello che faccio in realtà è uno sforzo continuo con me stessa. Ogni lavoro si può dire un buonissimo pretesto per trovare e scoprire quella parte di realtà che sembra essere oscura e invisibile alla maggior parte. Possedere questa verità, equivarrebbe prendere coscienza del proprio io e quindi impadronirsene. Tutto il resto lo considero una grande ricerca, un bisogno a cui non si può sfuggire, nel tentativo di esprimere concetti e sentimenti umani con forza e chiarezza.
Ciò che mi spinge a continuare le mie ricerche artistiche è il senso di insoddisfazione che provo ogni volta che realizzò qualcosa, rendendomi così consapevole di un mondo estremamente complesso e quindi difficile da capire o meglio carpire.
Gli strumenti da me utilizzati sono principalmente la pittura e la fotografia analogica. Nelle mie opere l’attenzione, si rivolge principalmente a temi profondi come la vita, la morte, la religione e a tutti quegli stati d’animo psichici che caratterizzano l’esistenza umana in tutta la sua fragilità e contraddittorietà. Non lascio mai niente al caso, la storia dell’arte, la sua iconologia, il simbolismo, sono ad esempio gli oggetti di studio principali nel momento della costruzione e composizione delle opere.
Utilizzo la pittura in tutte le sue sfaccettature entrando in sinergia con essa e il supporto pittorico, in alcuni casi la tecnica utilizzata è quella dell’iperrealismo (al fine di coinvolgere ed avvicinare l’osservatore in una dimensione intima ed emotiva), altre invece, intervengo tramite lacerazioni o scorticature, quasi a voler spogliare i soggetti di ogni finzione, al fine di rimandare ad una dimensione surreale e primordiale, fatta di una cruente e straziante umanità.