OPERA IN CONCORSO Sezione Scultura/Installazione
Unheimlich (Il Perturbante)
intaglio diretto, marmo bianco di carrara
35x20x16 cm
Alessia Iannone
nato/a a Napoli
residenza di lavoro/studio: Napoli (ITALIA)
iscritto/a dal 30 apr 2015
Under 35
Altre opere
Descrizione Opera / Biografia
Sono nata a Napoli nel 1989, dove tuttora vivo e lavoro.Ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Carrara, conseguendo il diploma di primo livello in Scultura nel 2012. In seguito mi sono iscritta al biennio del corso di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e mi sono diplomata nel 2014. Attualmente rivesto il ruolo di cultrice della materia in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Durante il mio soggiorno a Carrara ho frequentando anche l’IPSAM “Pietro Tacca” per approfondire le tecniche di lavorazione del marmo, materiale che prediligo.Sia la mia tesi triennale che quella magistrale trattano il tema dell’arte come riparazione e del legame tra processo creativo ed elaborazione del trauma. Sigmund Freud, Hanna Segal e Massimo Recalcati sono gli autori che ho apprezzato di più e le loro teorie costituiscono un punto fermo nell’elaborazione concettuale dei miei lavori. Louise Bourgeois e Francis Bacon sono gli artisti a cui più mi ispiro. Delle loro opere ammiro l’elaborazione formale capace di celare i contenuti personali che hanno spinto alla creazione e l’equilibrio tra forma e contenuto che permette un’efficace comunicazione con lo spettatore, senza lasciarlo né indifferente né eccessivamente turbato.L’opera che presento, una scultura in marmo bianco di Carrara, si intitola Unheimlich (Il Perturbante) e rappresenta un ventre femminile che mostra un incavo all’altezza dell’utero. Unheimlich è una parola tedesca che sta a indicare qualcosa di inquietante che presenta allo stesso tempo elementi estranei e familiari. Il ventre femminile è forse quanto di più familiare ci sia, simbolo di fertilità, sicurezza e serenità. L’utero può essere considerato inoltre la nostra prima casa (in tedesco heim). Nella mia opera l’ho reso concavo, non è più in grado di accogliere, non può essere fecondo. Mi interessava realizzare un’opera caratterizzata da una dualità, una tensione tra due elementi opposti. In questo caso il vuoto e il pieno, la fertilità e l’incapacità di creare.












