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OPERA IN CONCORSO  Sezione Video

Alessia Cargnelli | Il Giardino Segreto di
vedi ad alta risoluzione

Il Giardino Segreto di
video, tre proiezioni, dimensioni variabili
video1 5’30’’, video2 5’15’’, video3 5’15’’

Alessia Cargnelli

nato/a a Trieste

residenza di lavoro/studio: Venezia (ITALIA)

iscritto/a dal 18 apr 2015

Under 35

Descrizione Opera / Biografia


Il Giardino Segreto di
2014
Tre proiezioni video HD colour/sound (video1, video2 e video3; rispettivamente 5’30’’, 5’15’’, 5’15’’)
[Questa storia inizia con un sogno lontano, nel sogno ad un certo punto appare un luogo particolare, chiamato in quell’astratta situazione, il Giardino Segreto di “...”. ]
“Il Giardino Segreto di è un luogo complesso e frondoso.
Non si può ancora determinare con certezza se si tratti di una costruzione immaginaria, oppure di un luogo non ancora scoperto e localizzato. Per una perfetta fruizione, andrebbe visitato in momenti particolari della giornata: l’alba, gli opachi pomeriggi d’autunno, le mattine incerte ma non piovose.
Il sito esige un certo rispetto e intimità, per questo motivo alcuni ipotizzano che si tratti di un monumento funebre o un luogo di culto. Ciononostante, guardandolo anche solo di sfuggita, la prima idea che traspare è di un qualcosa di magnificamente vivo, vivo però come la natura può essere viva ed al contempo immobile, un vivere che si ritrova nel lentissimo processo di crescita di un albero o nel costante respiro di un organismo addormentato.
La vegetazione è lussureggiante, ma non segue il ritmo ordinato di un giardino artificiale: trapela rigogliosa da ogni singola crepa, sfiora i numerosi specchi d’acqua, abbraccia l’imponente architettura con le sue radici, rami, fogliame; si prende totalmente cura del luogo, in un’invasione pacifica ma inarrestabile.
La costruzione è in pietra o cemento, grigio e ruvido. Si sviluppa in alti gradoni irregolari che conducono al bordo dell’ampia vasca a mandorla, dove si mescolano litri e litri d’acqua non proprio cristallina. Le piante hanno popolato anche la superficie liquida, creando qua e là zone di soffici tappeti verdi. Grazie per la sua indole segreta il giardino è estremamente silenzioso, di un silenzio puro e perfetto. I passi dei rari visitatori si confondono con l’odore forte di terra rivoltata, di linfe, resine e di bagnato, come dopo una forte pioggia.
Il Giardino Segreto di è talmente quieto, che non si percepisce neppure il passare del tempo.”
DESCRIZIONE OPERA:
Nel 1797 Coleridge iniziò a scrivere dei versi su un luogo immaginario apparsogli in sogno: il palazzo di Kubla Kahn, il cui paesaggio sublime si confondeva con l’inimitabile canto di una fanciulla abissina. Sembra che il poeta si mise all’opera immediatamente dopo essersi svegliato per cercare di trattenere il più possibile i particolari e le immagini della sua fantasia. Purtroppo venne distratto da un individuo che entrò nella sua stanza, così il lavoro rimase incompiuto.
Nella video installazione “il Giardino Segreto di” (non è importante di chi sia questo luogo) si cerca di ricostruire per tentativi un luogo immaginario, partendo da una serie di scatti che documentano diverse realtà, più o meno distanti tra loro. Il ritmo della sequenza delle diapositive proiettate è impercettibilmente variabile e tre proiezioni si combinano casualmente, rivelando un punto di vista sempre diverso del “giardino”. Il fruitore ha la possibilità di elaborare mentalmente questo spazio a seconda delle immagini viste e della propria immaginazione ed esperienza.
BIOGRAFIA:
Alessia Cargnelli (Trieste 1990)
Dal 2009 al 2012 frequenta il corso di Laurea Triennale in Arti Visive e dello Spettacolo presso Università IUAV di Venezia, dove frequenta i workshop di Stafano Arienti, Alberto Garutti, Guido Guidi, Adrian Paci, Lawrence Caroll e Agnes Kohlmeyer. Nel 2012 consegue la laurea con una tesi sulla fotografia documentaria. Nel 2012 è borsista della 96ma Collettiva Giovani Artisti presso la Fondazione Bevilaqua La Masa. Nel 2015 consegue la laurea magistrale in Storia delle Arti e Conservazione dei Beni Artistici all’Università di Ca’ Foscari di Venezia (tesi: L’analogico nella produzione video contemporanea: le ragioni di un ritorno). Attualmente vive e lavora a Venezia.
Ha partecipato a diverse mostre collettive e personali, tra cui:
2014
Il destino delle cose, collettiva a cura di Luigi Meneghelli, Galleria La Giarina, Verona.
Invisible Cities, collettiva a cura di Arthub Asia e Fantom Editions, Les Rencontres Internationales de la Photo de Fès, Fès, Marocco.
Quindici pezzi facili, collettiva a cura di Luigi Meneghelli, Galleria La Giarina, Verona.
2013
97ma Collettiva Giovani Artisti e i Borsisti delle 96ma Collettiva, partecipazione alla sezione dei borsisti a cura di Stefano Coletto, Fondazione Bevilacqua La Masa, Galleria di Piazza San Marco, Venezia.
Espansioni-Contrazioni, collettiva a cura di Fiore+Penzo, Forte Carpenedo (VE).
Still lifes, personale, Photissima Art Fair, Parco Scientifico e Tecnologico VEGA, Marghera (VE).
Contemplative, workshop con Stefano Graziani e Giovanna di Silva, PAC, Milano.
2012
96ma Collettiva Giovani Artisti, collettiva, Fondazione Bevilacqua La Masa, Galleria di Piazza San Marco, Venezia.
Il Raggio Verde, personale,Teatro Marinoni, Lido di Venezia (VE).
della Carezza, collettiva, Spazio Punch, Venezia.
2011
La festa dei vivi (che riflettono sulla morte), workshop con Cesare Pietroiusti, Luigi Presicce, Luigi Negro, Venezia/San Cesario di Lecce.
Monotono & IUAV. Un punto d’incontro, workshop con Diego Marcon, Galleria Monotono Contemporary Art, Vicenza.