OPERA IN CONCORSO Sezione Scultura/Installazione
uno nessuno cento
installazione, ferro e specchi
170x180x210
Alessia Bongiovanni
nato/a a
residenza di lavoro/studio: Rivarolo Mantovano (ITALIA)
iscritto/a dal 25 mar 2015
Altre opere
oggetti che non servono
n.2 statuette in ferro di scarto, piedistallo legno- scultura in ferro
cm.5x5x20h.
Descrizione Opera / Biografia
UNO NESSUNO CENTO
IDEA
• casa, protezione, chiusura, involucro, implosione;
• specchio, riflesso di uno, due, cento o nessuno;
occhi nasi bocche piedi mani uguali e diversi, concordanti e
stridenti;
PROGETTO
• struttura in tubolare di ferro a forma di casa stilizzata,
semplice come un disegno di bambino, con porta per
accedervi,completamente rivestita di vecchi specchi sagomati
(tondi quadrati lunghi stretti ovali rombi etc..), che
riflettono immagini esterne ed interne, rivolti quindi,
alcuni all’interno e altri all’esterno.
Qualche elemento può essere sistemato nella zona circostante
per condurre l’osservatore al punto di “RIFLESSIONE” che
preferisce:
“dentro o fuori, chiuso o aperto”
l’interpretazione negativa o positiva dei termini
è a libera discrezione “
MISURE
• larghezza mt.1,70 lunghezza mt.1,80 altezza mt.2,10
DESCRIZIONE
• “Una realtà non ci fu data e non c’è, ma dobbiamo farcela
noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una
per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile.”
• “Ogni realtà è un inganno.”
• Il parallelo immediato, banale, scontato, ma tagliente come
uno specchio rotto con l’opera di Pirandello, ha una
struggente verità in pancia: è tutto così tremendamente
profondo e vero, che ognuno di noi si perde
nell’interpretazione del sé negli altri e di sé in sé stessi.
Nessuna certezza quindi, per nessuno:
nemmeno questo è dato all’uomo.
Chi è l’uomo? Persona o entità da intuire, immaginare,
costruire, come una casa...?
BIOGRAFIA
nata il 4 giugno 1970, studia a cremona, nella scuola dei violini, sezione arredamento. scopre il mondo della progettazione di un ambiente come una vera e propria regola e necessità umana, apprezzando quindi la razionalità e la logica dei volumi nello spazio. l’istinto per la grafica e le sue svariate applicazioni, la portano all’ateneo di milano, dove affina la tecnica nel settore pubblicitario. è intrinseco l’aspetto innovativo di questa passione e si realizza a pieno nella ricerca costante di forme, luci, accostamenti sonori e visivi, mentali e materiali, tra i più improbabili: poesia e viaggio; fotografia e scultura; illuminazione e home-made.
lavora come interior designer per circa 7 anni, entrando nelle case e tra le persone; ne comprende esigenze, frivolezze, bisogni profondi o inconsci, riuscendo anche, ad approfondire il fattore psicologico che muove ogni persona, ognuno con il proprio stile di vita, nell’utilizzo delle risorse private o pubbliche. focalizza così il problema energetico, che considera sempre più importante.
per questo crede urgente spostare la sua attenzione verso l’ecologia ed il riutilizzo dei materiali. la produzione di piccole sculture in ferro di scarto nasce da un’iniziale collaborazione con il padre, che le trasferisce il rigore della legge del non spreco, e la pazienza di conservare l’oggetto scartato, per restituirvi un giorno, nuova vita.
riconsegna così, al quotidiano, l’importanza dei materiali, riproponendoli sotto nuove “vesti”, e collegare quindi, il passato al presente, rendendo quest’ultimo allegro, allusivo, magico.












