OPERA IN CONCORSO Sezione Fotografia
serie Field -Damiera /Vergine 3 -Ediz. Unica
composizione fotografica, digital -cprint lightjet ,diasec grieger su dibond 4mm
cm 40x60
SILVIO BALESTRA
nato/a a TRIESTE
residenza di lavoro/studio: TRIESTE (ITALIA)
iscritto/a dal 03 mag 2014
Altre opere
serie Field -Damiera /Vergine 2 - Edizione unica
composizione fotografica, digita lc-print lightjet, diasec grieger su dibond 4mm
cm 40x60
Descrizione Opera / Biografia
FIELD:
Che si tratti di una scacchiera oppure di una damiera italiana o meglio ancora internazionale, ad eccezione di minime differenze estetiche, il concetto fondamentale, lo spirito intrinseco, l ’animo depurato da ogni contaminazione visuale, il cuore pulsante di un sistema, di una mente, di un corpo,
il fulcro di ogni metafora esistenziale e’ e resterà sempre lo stesso. Si tratta alla fine di un “field”,un campo, un’area sia fisica che mentale, un territorio prescelto, un luogo ove focalizzare la propria mente, il proprio interesse, il proprio io…Inizialmente inesplorato, vergine, poi tatticamente preparato ed alla fine contaminato e mutato nella sua essenza, denso di memoria e per questo fonte inesauribile di energia..Dovrebbe in tale loco concentrarsi una convergenza di pensieri, di ideali, un sistema comunicante di interessi, genotipicamente simili tra loro, un campo focale (FOCAL FIELD) dove appunto focalizzare non solo il proprio” io uomo” bensì “ il nostro “io essere uomo”…un confronto, un concetto forse utopico ma non per questo motivo di mancata aspirazione anzi prediletto fine di ogni essere che si e’soliti definire vivente - ovvero “colui che vive”.
In tale scelta geografica, senza nome e senza coordinate alcune, mi piace assaporare l’illusione di poter trasferire il gioco dell’uomo, alquanto complesso, intricato ed estremamente pericoloso sia per noi ospiti che per il luogo stesso che ci ospita, da realtà cruda e crudele a gioco sì fittizio,ma pulito,libero da contaminazioni di potere, rispettoso (come per definizione dovrebbe essere ogni attività sia fisica che mentale) dell’avversario, conscio delle regole vigenti e del rispetto delle stesse,
consapevole del fine supremo e di come ottenere un suo raggiungimento che per forza di cose dovrà essere consensuale e non di parte.
L’utilizzo di un campo, che necessariamente nasce e si costruisce sotto spoglie ludiche dovrebbe permettere ai giocatori di turno,umani consenzienti, di elevarsi psicologicamente e materialmente al di sopra delle parti e di conseguenza pure al di sopra di se stessi, migliorando nettamente la propria postazione d’osservazione purificandosi dai contorni spesso fuorvianti che la materialità comporta.
Un’armonia di pensiero e di spirito che consente ad ognuno di noi di verificare prima in se stessi e poi negli altri .Una sfida a tavolino dove ogni mossa può assumere carattere sia offensivo che difensivo ma sempre in un rispetto armonico dell’altrui pensiero; non una sorta di vigliaccheria bensì una dimostrazione di vera umanità.
Che questa possa venir considerata un’utopia di pensiero non deve influire negativamente sulla nostra speranza di riuscire , uniti, a migliorare noi stessi per migliorare il concetto di noi stessi.
Assaporare il confronto, utilizzare la mente e la propria attività cerebrale, metterla al servizio di un bene supremo, oggettivo, metaforicamente ludico e non annacquarla di un pulviscolo atmosferico alquanto fastidioso,penetrante e di difficile rimozione.
La vita stessa, come noi tutti comuni mortali la intendiamo,e’ e deve essere anche gioco, gioia e desiderio di riuscire dove altri hanno fallito, anche sfida e competizione certamente ma sempre all’interno di confini mentali di reciproca convivenza.
In ogni sfida, battaglia e confronto che si rispetti deve sussistere un substrato fertile sì di genialità e furbizia ma sempre all’interno di un assetto di convivialità e di conoscenza dell’avversario che possa permettere un dialogo presente e futuro.
E’logico vincere ma ancor di più e’dare una possibilità di rivincita…
Anziché azzuffarsi, prima verbalmente poi fisicamente, con rischio pure di perdite umane rilevanti,
in una connessione sinaptica che velocizza qualunque gesto o atto comportamentale, con conseguenze inimmaginabili fino a poco tempo fa, internet stesso oggi e ‘ un mix micidiale di bontà e cattiveria, in un’alternanza senza eguali, sarebbe preferibile trasferire in ambiente ludico,
in un “field”prescelto, il confronto, senza perdere i connotati di umanità che ci caratterizzano e che e’doveroso manifestare.
Una possibilità in più per utilizzare ciò che, rispetto ad ogni altro essere vivente, ci caratterizza maggiormente, l’intelletto e la sua flessibilità nell’adoperarlo.
Da non sottovalutare pure un ulteriore aspetto, per me fondamentale, anche se di levatura diversa
rispetto al discorso appena enunciato di considerare l’arte ed il suo manifestarsi in oggetto, anche come sì bene di prima necessita morale ma fonte pure di bellezza e divertimento,gioco e sfida all’interno di un substrato concettuale più o meno appariscente ma non per questo di minor levatura storico-artistica.
BIO:Silvio Balestra è nato il 3 dicembre 1969 a Trieste, dove attualmente vive e lavora.
Egli utilizza la fotografia e la computer grafica come mezzi d’espressione.
Negli ultimi anni ha avviato un percorso di ricerca nella fotografia astratta e concettuale, mitizzando l’aspetto della luce in un mondo in bianco e nero dove ogni forma “realmente visibile” scompare.
Nella grafica i suoi lavori sono i Microsoft® Excel® drawing, opere di grafica digitale create non con i programmi comuni alla grafica, ma con un’applicazione software che è nata con la funzione di foglio di calcolo: Microsoft® Excel®.
I suoi ultimi percorsi di ricerca sono, i Concepts, lavori su carta fotografica stampata a inchiostro e rielaborata manualmente.
Ha esposto in diverse mostre collettive, personali, in fiere d’arte, in Italia e all’estero.
Nel dicembre 2009 si è svolta una sua personale a Montreal in Canada.
Nel 2010 e 2011 ha vinto numerosi premi, sia con la fotografia che con la grafica (Biennale Internazionale d’Arte Asolo)
Gli è stato conferito, per due anni consecutivi, il Merit Award da un’importante rivista americana di fotografia che ha pubblicato le sue opere ( B&W Magazine Ca ).
Presente con un’opera nella collezione pubblica d’arte contemporanea del Museo d’arte di Monreale “G. Sciortino”.
Nel febbraio 2011 vince il Premio dei galleristi alla Fiera di Parma “Artistinmostra 2011” ed è tra gli otto finalisti al Premio della Critica.
Nel luglio 2011 viene selezionato con la fotografia per il Premio Arte 2011, della rivista Arte Mondadori.
Ha esposto presso la Fondazione De Nittis a Barletta.
In occasione della 54ª Biennale Internazionale d’Arte di Venezia curata da Vittorio Sgarbi, viene invitato a Torino Esposizioni per il Padiglione Italia.
Nel maggio 2012 e 2013 espone come “Proposta MIA” alla Milan Image Art Fair (Mia Fair 2012) ed è tra i selezionati al CODICE MIA 2013.
Nel marzo 2013, il Chiostro del Bramante a Roma ospita una mostra personale dell’artista, curata da Giovanni Faccenda, con l’esposizione di 80 opere fotografiche che ripercorrono la sua carriera.
Nel settembre 2013 la Galleria Orler di Venezia gli dedica uno speciale televisivo con una mostra personale .
Nell’ottobre 2013 riceve la Nomina all’8° edizione del premio fotografico internazionale “B & W the Spider Awards” nella sezione Abstract photography.
Nel gennaio 2014 è invitato alla Biennale di Fotografia 2015 a Torino, curata da Vittorio Sgarbi ed è selezionato per esporre alla Biennale d’ Arte di Asolo 2014 curata da Giovanni faccenda.
Nel giugno 2014 le sue opere saranno pubblicate sul volume d’ arte “Internationale Kunst Heute – 2014” IKH publishing – Monaco , Germania
E’ invitato all’ Esposizione Triennale di Roma nel giugno 2014, presentata dal critico Achille Bonito Oliva presso l’ Università “La Sapienza”
Hanno scritto di lui numerosi critici e giornalisti d’arte. Le sue opere sono apparse su importanti riviste d’arte nazionali e internazionali.










