ARTWORK IN CONTEST Section Painting
...da proteggere e svelare
tecnica mista (acrilico, sughero, cerniera lampo), tavola e tela
43x21
Salvatore Spiezia
born in Napoli
work/study place: SAN VITALIANO (NA) (ITALIA)
in contest since Apr 21, 2014
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...da proteggere e svelare
tecnica mista (acrilico, sughero, cerniera lampo), tavola e tela
43x21
Artwork description / Biography
Salvatore Spiezia nasce a Napoli nel 1976. L’opera ”...da proteggere e svelare” fa parte del ciclo ”le cerniere dell’anima”. In particolare quest’opera mette in evidenza come l’Italia sia un Paese ricco di storia e cultura tutto da riscoprire e valorizzare. La cerniera lampo ha l’intento di rendere l’opera dinamica ed interagire con lo spettatore. La cerniera aperta mostra una Italia da riscoprire in tutta la sua bellezza sia naturalistica che artistica; la cerniera chiusa ha l’intento di proteggere la bellezza e la Cultura. In generale l’intento di sovrapporre una tela ad un’altra o a una tavola è quello di voler sottolineare l’importanza delle nostre radici, o delle radici della pittura e dell’arte in generale, ”proteggere il passato per poi guardare consapevolmente al futuro”. Proteggere la bellezza che è dentro ogni uomo, ma che difficilmente si mostra completamente agli altri nel vivere quotidiano; quindi proteggere e valorizzare l’uomo, la nostra Italia il mondo. Salvatore Spiezia si avvicina al mondo dell’arte tramite il disegno con matita e penna su carta. La pittura comincia ad entrare profondamente a far parte della sua vita grazie alla grande passione per i quadri del mito Van Gogh, del quale ama soprattutto il ritrarre non ciò che si vede, ma ciò che si sente, considerandolo il più autentico degli espressionisti. Forma e colore sono i due cardini principali della sua idea di pittura. Un’opera nasce dall’anima, dal di dentro dell’uomo dal suo profondo e pertanto qualsiasi momento anche quello apparentemente più insignificante può essere fonte di ispirazione. Avverte la necessità di trarre ispirazione dal mondo in cui vive o in cui vorrebbe vivere. Le sue opere sembrano avvicinarsi ad una pittura figurativa personalizzata, se così si può dire, in cui il colore sembra essere l’elemento principe e in cui non cerca mai di ritrarre la realtà così com’è, non tutto ciò che è verde si dipinge di verde, blu di blu, rosso di rosso e in cui lascia sempre qualcosa di indefinito come quasi ad invitare l’osservatore ad entrare nell’opera e a completarla con la propria immaginazione e fantasia. Spesso abbandona la pittura più figurativa per ritornarvi di tanto in tanto con suggestivi tramonti, notturni o paesaggi rivisitati, e si avvicina più radicalmente alla pittura astratta. Ricerca sempre nuove soluzioni e modi di dipingere abbandonando spesso l’uso del pennello che sembra frenare troppo la libertà d’espressione e l’istinto dell’artista sulla tela, per utilizzare la spatola o direttamente le mani ed avere un contatto più diretto ed immediato con la creazione. “L’artista è creatore di qualcosa che non esisteva prima di quel momento”. Altre volte avverte l’esigenza di aggiungere ai colori ad olio o acrilici elementi nuovi come sabbia, plastica, vetro… fonti di nuove ispirazioni. In un mondo in cui ormai non c’è più nulla da dipingere ed in cui conta solo l’apparire avverte l’esigenza di dover dipingere ciò che è bello… e di bello c’è tutto ciò che nasce dal cuore dell’uomo… a volte quest’esigenza è così forte che la tela sembra diventare un’arena in cui l’artista ricerca con fare quasi ossessivo di esprimere al meglio le sue emozioni, altre volte sembra acquietarsi e l’opera diventa più armonica e minimalista.












