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OPERA IN CONCORSO  Sezione Grafica

Sally Lia Viganò | Untitled (+/- white)
vedi ad alta risoluzione

Untitled (+/- white)
stampa digitale e calcografia, carta da stampa hahnemuhle 300g
19x26 ca

Sally Lia Viganò

nato/a a Treviglio

residenza di lavoro/studio: Castel Rozzone (ITALIA)

iscritto/a dal 17 apr 2014

Under 35

http://sallyvigano.tumblr.com/

Altre opere

Sally Lia Viganò | Untitled (+/- white)

vedi ad alta risoluzione

Untitled (+/- white)
stampa digitale e calcografia, carta da stampa hahnemuhle 300g
19x26 ca

Sally Lia Viganò | Untitled (+/-white)

vedi ad alta risoluzione

Untitled (+/-white)
stampa digitale e calcografia, carta da stampa hahnemuhle 300g
19x26 ca

Sally Lia Viganò | Blurring?

vedi ad alta risoluzione

Blurring?
puntasecca e intervento calcografico bianco, carta da stampa tiepolo 290g
50x70

Descrizione Opera / Biografia


Sally Viganò nasce a Treviglio nel maggio 1988.
Si avvicina alle belle arti frequentando il Liceo Artistico Statale di Bergamo, diplomandosi a pieni voti nel 2007.
Sceglie in seguito di iscriversi al corso di laurea in Storia dell’arte all’Università Statale di Milano, con l’intento di approfondire la teoria storico-artistica, elemento decisivo nella costruzione di solide basi nel percorso di ricerca artistico. Ottiene la laurea cum laude nell’aprile 2012.
Il biennio specialistico segna invece il suo ritorno alla pratica delle arti visive, dedicato soprattutto alla calcografia. Frequenta, infatti, il corso di Grafica d’Arte all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, laureandosi a pieni voti nel marzo 2014 sotto la guida della Prof.ssa Laura Panno.

Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive, tra le quali:
• L’esposizione collettiva al Frauenmuseum di Merano (BZ), nell’ambito della mostra-progetto: Hygieia. Pulita, bella, pura – il fascino ambiguo (marzo 2013);
• La collettiva alla Galleria ProjectB a Milano, nel progetto: Perfoming Shape – Elaborare la forma, vestire il corpo (settembre 2012);
• La collettiva alla galleria Wannabee a Milano, nell’ambito del premio internazionale Wannabee Prize, classificandosi fra i finalisti (ottobre 2012);
• La personale realizzata al Castello di Pagazzano (BG) e intitolata Spessori carnali (agosto 2012).
Ha inoltre vinto una borsa di studio del Comitato Nazionale Italiano AIHV per la realizzazione di un progetto scultoreo in vetro a Murano (VE).
Vive e lavora tra Milano e Venezia.

Sally concentra il suo lavoro artistico sui temi della trasformazione continua delle forme, dei loro limiti e delle loro potenzialità.
Essenziale nel suo percorso di ricerca è la riflessione sulle modalità attraverso le quali lo spazio interno ed esterno incide nella scomposizione e ricomposizione dell’equilibrio di una forma organica.
I temi dell’equilibrio-disequilibrio, della relazione tanto espressiva quanto ambigua tra i pieni e i vuoti, delle soglie sottili che permettono la trasformazione incessante di una forma, trovano una loro significativa risoluzione nell’utilizzo delle tecniche calcografiche e di stampa, e si avvalgono del vetro come materiale privilegiato nella realizzazione di pezzi tridimensionali.
Il percorso grafico in particolare, intreccia la stampa digitale e le più sperimentali tecniche calcografiche con le classiche modalità incisorie, tra le quali la puntasecca, l’acquaforte e la cera molle, con l’obbiettivo di scomporre la forma di partenza e dare inizio a sempre nuove risoluzioni della stessa, alla ricerca delle soglie attraverso le quali la metamorfosi avviene, rendendosi sempre presente come “l’altro lato” della forma stessa.
Fondamentale è la riflessione sul concetto di “organico”, cioè della forma vivente intesa come sintesi di diverse parti, la cui collaborazione può dar vita a un’unità, o le cui discrepanze possono sfaldare e far perdere identità alla forma stessa.
Il libro d’artista Untitled (+/-white) si concentra proprio su un effetto di moto continuo, di costante trasformazione condotta attraverso la sovrapposizione, la velatura e lo zoom su determinati particolari della forma organica di partenza.
L’obiettivo è di riuscire a scardinare la sua integrità e la sua identità connotata – nella fattispecie si tratta di un cranio animale, caratteristico dunque nella sua natura di osso – per far emergere la moltitudine di forme parallele che in essa rimangono latenti, altrimenti invisibili. La sovrapposizione di fondi calcografici bianchi, sulle immagini stampate digitalmente in bianco e nero, attenua l’immediata sembianza del soggetto, appiattendone le manifestazioni più evidenti ma mai con l’intento di cancellarle. La velatura, anzi, esalta maggiormente e attira l’attenzione proprio sui particolari e sulle zone altrimenti nascoste, suggerendo quindi un nuovo punto di vista dal quale poterli osservare. Alcuni segni vengono invece ingigantiti, come fossero tracce del movimento del soggetto, pesante, dentro uno spazio sospeso e lattiginoso.
Il libro si svolge quindi su una linea di confine sottile, che si snoda tra l’ambiguità dello spazio costruito e la concretezza della forma cranica di partenza, tra la sua visibilità insistente e il celarsi della stessa. E ancora, tra la materia concreta e una sorta di “antimateria” che ne sancisce la metamorfosi. Si tratta di una ricerca costante di equilibrio e di stabilità che viene però continuamente negata e sempre sospinta di là della forma stessa, oltre quel contorno che altrimenti la chiuderebbe su se stessa impedendole di rivoluzionarsi.