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OPERA IN CONCORSO  Sezione Grafica

Pasquale Cosentino | Melograni III Disfacimento
vedi ad alta risoluzione

Melograni III Disfacimento
guazzo acquarello inchiostro e inchiostro di china, carta di puro cotone di amalfi amatruda
36 x 27

Pasquale Cosentino

nato/a a Napoli

residenza di lavoro/studio: Napoli (ITALIA)

iscritto/a dal 30 apr 2014

http://pasqualecosentino.it

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mista, cotone di amalfi amatruda
29 x 35 cm

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melograni II
mista, cartoncino
28 x 47 cm

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Ascensione
inchiostro e inchiostro di china, cartoncino di cotone
35 x 40 cm

Descrizione Opera / Biografia


Dopo vent’anni di astinenza ho ripreso nelle mani questo gioco: caspita ho incominciato a prendermi sul serio e non riesco più a smettere. A volte spero che mi finisca tutto l’inchiostro, gli acquarelli e il guazzo asciughino, la vernice solidifichi. Ma poi, qualsiasi penna o pennello è buono, la carta di cotone è sempre a portata di mano e sono lì che mi tentano, anzi mi interrogano. Ho fatto un’unica mostra nella mia vita; qualcuno mi ha preso sul serio e mi ha dedicato anche un articolo di giornale. Quanto basta per cambiare, abbandonare le mie vecchie chine (e la maniera più meramente figurativa e apparentemente sdolcinata), tentare una strada nuova, rimettermi in discussione, depistare tutti seguendo le mie sensazione i miei istinti, sfogando le mie rabbie e le mie insofferenze. l’arte è sempre di più il mio mondo e talvolta rappresenta per me un’evasione pura, talvolta invece rappresenta uno sfogo rabbioso. Macchie, linee, segni, mi aiutano a liberare, sono il mio linguaggio. Quindi, dicevo, non riesco a fare a meno di condividere questo gioco, di cui, credo, la cosa più straordinaria, sia condividerne il senso. Questo gioco è un momento magico che ci unisce ed è capace di sgretolare ogni barriera. L’opera qui proposta fa parte di una trilogia (se mi è consentito questo termine), di un dramma che si consuma sotto i miei occhi. I melograni belli e prosperosi, che avevo raccolto e portato a casa si consumavano, il tempo trascorreva e impietoso li raggrinziva, non potevano più essere mangiati, consumati oramai dagli agenti esterni….. ma la loro bellezza tutta nel tempo trascorso mi ha ammaliato; uno spettacolo davanti ai miei occhi era questa la grande bellezza. Ma ogni giorno è davanti a noi anche il dramma di un altro disfacimento... cui assistiamo spesso tropo inermi, di cui la natura di certo non è responsabile. Questo mio lavoro è per me forse un momento di rottura di non ritorno, ma solo il tempo me ne darà ragione, il gioco,dicevo, dura tutta la vita.