OPERA IN CONCORSO Sezione Pittura
1974
mista (collage,acrilico,foglia oro), tela di cotone
80x180
PAMELA PINTUS
nato/a a Bracciano
residenza di lavoro/studio: FIUMICINO-ROMA (ITALIA)
iscritto/a dal 19 apr 2014
Under 35
Altre opere
Descrizione Opera / Biografia
1974 è stato l’anno in cui con una clamorosa decisione Ripa Di Meana (l’allora direttore) dedicò quell’intera edizione della Biennale di Venezia al Cile ed alla causa antifascista.
In Italia si vivevano gli anni bui del terrorismo, gli anni di piombo, e quell’anno fu l’anno della strage di piazza della Loggia a Brescia, mentre la sanguinosa esperienza del golpe cileno era ancora vivida essendo accaduta pochi mesi prima.
La presenza al Convegno di apertura di Hortensia Allende, vedova del presidente cileno assassinato, con la sua dolorosa testimonianza diede alla tematica italiana un corpo internazionale, riunendo la comunità artistica e culturale attorno ad un problema di carattere globale. La cultura reagiva all’oltraggio di cui era vittima, decisa a vincere la barbarie e la morte con le armi pacifiche dell’intelligenza e dell’arte, allestendo mostre, realizzando murales e organizzando spettacoli teatrali e concerti. Ne risultò un’affollatissima manifestazione tenuta solennemente a Palazzo Ducale anziché ai consueti Giardini.
Quella fu un’edizione talmente particolare della Biennale che vennero meno anche tradizioni come l’assegnazione del numero romano e la stampa del catalogo.
Avendo vissuto circa un mese in Cile tra gennaio e febbraio di quest’anno per una Residenza Artistica svoltasi nel corso del Festival De Las Artes, ho potuto respirare l’aria della memoria di quegli anni bui, parlando con persone che vissero il dramma dell’esilio, del terrore, dell’oppressione, della sparizione dei cari divenuti ”Desaparecidos”.
Ho avuto la possibilità di lavorare ai miei progetti nei laboratori del Parque Cultural di Valparaiso, l’ex carcere dove negli anni della dittatura vennero reclusi intellettuali e artisti e che oggi è stato convertito a luogo per la cultura a loro dedicato e in loro memoria.
Questa esperienza intensa ha fatto sorgere in me l’urgenza di ricordare, in questo 2014 in cui ricorre il Quarantesimo anno da quei fatti. In questo importante anniversario è a quella straordinaria Biennale, a quel moto di ribellione al terrore da parte di quella comunità artistica e culturale, che ho voluto rendere omaggio con la mia opera rielaborandone le due locandine del designer Salvatore Gregorietti.
Così, attraverso un’operazione di reiterazione, il manifesto d’inaugurazione è divenuto un cumulo totemico di teschi in cui il colore vivido sbiadisce come in certi casi la memoria, mentre il manifesto ufficiale è divenuto un cielo pesante, color piombo, come gli anni bui attraversati dall’Italia.
Nei fili d’oro la preziosità dello scambio culturale e della collaborazione delle comunità intellettuali ed artistiche, unite per non dimenticare.
PAMELA PINTUS - breve bio
Pamela Pintus è un’artista italiana che vive e lavora a Roma.
Laureatasi in Pittura con 110 e lode nel 2008 all’Accademia di Belle Arti di Roma, si specializza in Arti Visive nella stessa Accademia conseguendo nel 2011 una seconda laurea a pieni voti. Allieva di Gianfranco Notargiacomo, la sua formazione si deve principalmente al suo Maestro ma anche ad altre grandi personalità dell’arte come Sergio Lombardo con cui ha avuto la possibilità di studiare. Sempre alla ricerca di nuovi stimoli e approfondimenti per la sua ricerca artistica, ha partecipato a workshop (come quello con Liliana Moro nel 2010) e a residenze artistiche (come quella in Cile nel 2014). La sua arte è una ricerca di segno, di superficie ma con radici profonde che affondano nel senso della memoria come traccia, residuo, resto (spesso psicologico), insomma di cio’ che rimane di un’esperienza.
segui Pamela Pintus su
www.pamelapintus.tumblr.com












