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OPERA IN CONCORSO  Sezione Fotografia

Maria Bartocci | Alberi 01
vedi ad alta risoluzione

Alberi 01
elaborazione fotografica con filti, stampa a getto d’inchiostro su carta fine art
40x30

Maria Bartocci

nato/a a Milano

residenza di lavoro/studio: Milano (ITALIA)

iscritto/a dal 03 apr 2014

http://www.sitoidee.it

Altre opere

Maria Bartocci | Alberi 02

vedi ad alta risoluzione

Alberi 02
elaborazione fotografica con filtri, stampa a getto d’inchiostro su carta fine art
40x30

Maria Bartocci | Alberi 03

vedi ad alta risoluzione

Alberi 03
elaborazione fotografica con filtri, stampa a getto d’inchiostro su carta fine art
40x30

Maria Bartocci | Alberi 04

vedi ad alta risoluzione

Alberi 04
elaborazione fotografica con filtri, stampa a getto d’inchiostro su carta fine art
40x30

Descrizione Opera / Biografia


MARIA BARTOCCI Nota critico -biograficaNata a Milano nel 1946, si è diplomata al Liceo Artistico e ha svolto tre anni di Facoltà di Architettura. Successivamente ha frequentato corsi di grafica, di fotografia e di decorazione. La sua attività si è sviluppata nel settore pubblicitario, come art director alla Youg & Rubicam e alla Fabbri Editori. La sua professione si è estesa poi a diverse collaborazioni come free lance, anche in qualità di illustratrice di libri per ragazzi e decoratrice d’interni con la realizzazione di trompe l’oeil. Inoltre si è cimentata con successo nella ritrattistica di animali, ricavandosi così un settore di nicchia specializzato. Come decoratrice ha tenuto anche alcune mostre, tra le quali citiamo quelle al Fai e all’Artigiano in Fiera.Negli anni più recenti, la sua ricerca artistica si è orientata verso il linguaggio della fotografia. Un approfondimento che si è accompagnato alla frequentazione del noto Circolo Filologico di Milano, seguendo con interesse conferenze e incontri su diverse tematiche culturali. La tecnica fotografica, che consente una rapida focalizzazione dell’immagine scelta, è stata ritenuta dall’Autrice la più consona e adatta alle sue esigenze espressive. Una fotografia “pittorica” però, che usa l’obiettivo - istantaneo e meccanico – ma si affina e diventa più sensibile, più vicino all’immagine dipinta nelle sue diverse interpretazioni.Lo “sguardo” della Bartocci si è espresso per cicli di immagini, con temi che diventano pretesti introspettivi. Anelito d’assoluto, Riflessi d’ombra e Alberi sono avvicinabili per assonanze di argomenti e inquadrature che riguardano la natura e le sue stagioni – con inevitabili rimandi anche all’esistenza umana – o la forza evocativa dell’albero, colto spesso in controluce, quasi come una “radiografia”, uno scheletro mutevole nel corso del tempo. L’uso di un bianco e nero velato, di un colore quasi prosciugato ed essenziale è funzionale a una sintesi che mira ad evidenziare il contenuto simbolico. In Deliri onirici sembra spostare più l’attenzione dell’artista verso una diversa risoluzione formale dell’immagine. L’elemento figurativo “capovolto” dei riflessi d’acqua richiama la poetica impressionista, che coglieva proprio nel movimento e nella fluidità della luce il senso delle cose. Questo poetico “tremore” si accompagna a un uso più frequente del colore, sempre però tonale e moderato. L’inquadratura a tutto campo del riflesso e dello specchio d’acqua rimanda, se vogliamo citare ancora uno spunto impressionista, all’analoga scelta del Monet delle “Ninfee”, quando la pittura divenne assoluta protagonista rispetto al soggetto evocato.Con Oscure presenze un ciclo ancora in fase di elaborazione, ma già delineato nei contenuti, la Bartocci torna invece al rigore del bianco e nero interrotto da qualche “pennellata” di colore, a significare un’aspra interruzione dell’ equilibrio compositivo. Qui troviamo sovrapposizioni e inserimenti di volti e figure, pose e messe in scena che creano un ipotetico palcoscenico della paura, dove si mescolano sorpresa e inquietudine, terrore e ironia, quasi a svelare – sotto sotto – che tutto è costruito, artificioso e frutto di un raffinato virtuosismo. Un sottinteso di teatralità barocca, di accentuato manierismo, dove la fotografia viene usata in una chiave quasi “cinematografica”, quasi per alludere a un racconto che funge da incipit all’immagine.Giovanni CerriMOSTREPERSONALIVisioni d’irrealtà – 2009 – Circolo Filologico Milanese – MilanoAnelito d’assoluto – 2010 – Circolo Filologico Milanese – MilanoVitanimale 2010 – Circolo Filologico Milanese – MilanoRiflessi d’ombra – 2011 – Cortina arte – MilanoDeliri onirici – 2012 – Cortina Arte – MilanoIl Revenant del filologico – 2013 – Circolo Filologico Milanese – MilanoCOLLETTIVEDialoghi della materia – 2012 – Galleria Falzone – MilanoFantasie digitali – 2013 – Circolo Filologico Milanese – MilanoL’immagine figurativa fra realtà e interpretazione – 2013 – Cortina arte – MilanoInterazioni, tra pittura e fotografia – 2013 – cortina Arte – MilanoLIBRI(Maria Bartocci – Rino Gualtieri)Vento che passi nella penombra – 2009Scatti di rabbia e di nostalgia – 2009Il senso perduto delle cose – 2010Il giorno in cui Antonia Pozzi morì – 2010Riflessi d’ombra – 2011La città dei passi perduti – 2012Il Revenant del Filologico - 2013