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OPERA IN CONCORSO  Sezione Scultura/Installazione

Giulio Orioli | La soglia dell’anima
vedi ad alta risoluzione

La soglia dell’anima
scultura/installazione, marmo di carrara,ferro,gusci di chiocciole
cm.96x96

Giulio Orioli

nato/a a Nova Siri

residenza di lavoro/studio: Nova Siri Marina (ITALIA)

iscritto/a dal 17 dic 2013

http://www.giulioorioli.it

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Descrizione Opera / Biografia


Premio Combat 20014
Opera in concorso:N°2
Titolo: La soglia dell’anima.
Materiali: Marmo di Carrara, ferro, gusci di chiocciole.
Dimensioni: Cm. D96X96
Anno: 2008
Autore: Giulio Orioli
Concetto.
L’opera, “La soglia dell’anima”, vuole focalizzare un luogo in apparenza infinitamente piccolo, “la soglia”, quella linea sottile tra corpo ed anima dove si consumano i trapassi; ma quando si comincia ad indagare, “l’anima”, sconfina nell’infinitamente grande e allora ci si trova nella difficoltà di Agostino quando s’imbatté nell’essenza del tempo. Cartesio invece tagliò corto, decretò la separazione dal corpo e da quel momento l’umanità fu condannata a guardare verso il cielo per cercare l’anima, più come luogo di purezza della speranza cristiana; il corpo venne concepito come idea dell’intelletto e vissuto in terza persona, non più in carne ed ossa per esperire il mondo della vita; separato così dalla sua coscienza, il corpo, diventa oggetto d’indagine scientifica, ma anche carne da macello durante le guerre mondiali; la stessa fine toccò all’anima, quando all’inizio del settecento si pensò che potesse essere indagata: i sacerdoti del cervello la posero sotto l’arco dell’elettroshok; si violò cosi quella sconfinata interezza dell’anima di cui Eraclito in questo frammento ebbe intuizione: “per quanto tu cammini, anche percorrendo ogni strada, non potrai raggiungere i confini dell’anima: tanto profondo è il suo logos”.
Su questa ambivalenza cartesiana si costruisce la nostra civiltà della tecnica in cui si smarrisce il senso dell’interezza dell’essere. L’uomo diventa osservatore scientifico del mondo e ne decostruisce ogni parte per comprenderne i significati; questo porsi fuori dal mondo fa perdere di vista il processo evolutivo dell’universo da cui deriviamo che fino a prova contraria ne siamo il risultato finale, il processo ultimo più complesso: “Universi Sensibili”.
La meccanica quantistica ha aperto nuovi orizzonti che rovescia il determinismo in cui il pensiero positivista era inciampato e la dicotomia corpo/anima si dissolve nel principio d’indeterminazione; forse,su questa strada l’artista potrebbe rincontrare la “Bellezza”.
Giulio Orioli.
E’ nato a Nova Siri. Matera
Artista interdisciplinare, presente sulla scena europea; da sempre interessato ad indagare i principi fondamentali che muovono l’esistenza.