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OPERA IN CONCORSO  Sezione Pittura

Giorgio Bernucci | Outcrops
vedi ad alta risoluzione

Outcrops
olio, tela
100x100

Giorgio Bernucci

nato/a a Carpi (Mo)

residenza di lavoro/studio: Modena (ITALIA)

iscritto/a dal 05 mag 2014

Under 35

http://www.giorgiobernucci.com

Altre opere

Giorgio Bernucci | Spazio di transito

vedi ad alta risoluzione

Spazio di transito
olio, tela
90x120

Giorgio Bernucci | Rondò

vedi ad alta risoluzione

Rondò
olio, tela
80x80

Giorgio Bernucci | Stanchezza dissidente

vedi ad alta risoluzione

Stanchezza dissidente
olio, tela
80x80

Descrizione Opera / Biografia


Giorgio Bernucci si diploma all’istituto tecnico artistico A. Venturi di Modena, specializzandosi in Architettura. Successivamente si laurea all’Accademia di Belle Arti di Bologna, conseguendo la specializzazione in Arti Visive. Durante il percorso formativo, le tematiche che ricorrono più frequentemente nel suo lavoro sono lo studio dell’urbanistica e le problematiche abitative. Terminati gli studi (2009), prende parte a diverse mostre e progetti, tra cui le due personali promosse da 41zero30 di Bomporto (MO) e galleria 1.1 ZenoneContemporanea di Reggio Emilia. Si segnalano, inoltre, la selezione tra i finalisti del premio Arte Marina di Ravenna 2012; la bipersonale tenutasi a Lodi nella Galleria Oldrado da ponte e la collettiva ”Melting pot 2k11” alla Galleria Punto Arte di Modena, la partecipazione ad ”ArteFiera Cremona” con la galleria Arte&Arte di Mantova e infine la premiazione alla rassegna ”ArteinContemporanea emilia-romagna” (Modena, 2013). I suoi lavori si concentrano su scorci urbani, dipinti su tavole quadrate e poi disposti in polittici che formano una realtà frammentata e ricomposta in un unico racconto ambientale. Tali installazioni vengono denominate ”Sineddoche” perché, come nella figura retorica, le singole immagini decontestualizzate vogliono suggerire la sintesi di una visione d’insieme più ampia.
Come scrive Sandro Parmiggiani, ”Bernucci ci propone scorci urbani, dettagli di architetture e di interni, in cui le forme paiono sciogliersi, liquefarsi, come se il mondo delle cose fosse investito da una vampa che rende tutto plastico e pronto a mutare, o come se noi stessimo guardando il mondo con occhiali che non riescono a mettere a fuoco”.