icon-ititaicon-enengicon-dedeuicon-frfraicon-esesp

FaceBookTwitterOpere Bookmark and ShareAddThis

OPERA IN CONCORSO  Sezione Pittura

Carla Cipolla | Italian Dream
vedi ad alta risoluzione

Italian Dream
olio, tela
60x90 cm

Carla Cipolla

nato/a a Venezia

residenza di lavoro/studio: Milano (ITALIA)

iscritto/a dal 09 mar 2014

http://www.carlacipolla.it

Altre opere

Carla Cipolla | The beings of the mind are not of clay

vedi ad alta risoluzione

The beings of the mind are not of clay
olio, tela
60x90 cm

Carla Cipolla | Nave di pietra

vedi ad alta risoluzione

Nave di pietra
olio, tela
60x90 cm

Carla Cipolla | Dame la libertad de la tormenta

vedi ad alta risoluzione

Dame la libertad de la tormenta
olio, tela
90x60

Descrizione Opera / Biografia


La ricerca sul “capriccio” ha condotto l’artista fin sulla basilica della “Salute” di Venezia, a contatto fisico con i contrafforti della cupola. Grazia e leggerezza, se osservati da punti di vista distanti, da vicino invece le famose volute sprigionano potenza fisica per la dinamica impressionante e misteriosa delle forze che spingono la cupola verso il cielo. Le grandi spirali non sembrano imprigionate nella costruzione, ma assumono ciascuna un autonomo ruolo di opera d’arte. CC ne ha colto questo significato profondo e l’ha rappresentato in una serie di tele esposte nella sua personale “Hereafter” (Venezia-2010).
“Italian dream” quella che CC presenta per questo concorso, reca lo stesso titolo di una delle note del viaggio in Italia di Charles Dickens (“Pictures from Italy”) dove lo scrittore, colpito dal fenomeno dell’”acqua alta”, ci trasmette l’angoscia per l’ineluttabile destino di Venezia, immaginandola trascinata verso il fondo del mare da un enorme serpente, come a seguire la sorte di Laocoonte.
Le tre opere a supporto: (i) “The undiscovered land”; (ii) “Nave di pietra”; (iii) “Dame la libertad de la tormenta”; fanno parte dello stesso ciclo. L’elemento della spirale, astratto dalla funzione architettonica originaria, è rappresentato in contesti diversi a trasmettere un sentimento di tempo estraniato, di compiuta tragedia.
Carla Cipolla è nata a Venezia, dove ha vissuto fino al completamento degli studi scolastici e artistici. Diplomata prima all’Istituto Statale d’Arte dei Carmini e poi, nel 1970, all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dopo l’Accademia ha intrapreso un lungo periodo di studio e sperimentazione nella pittura, unitamente ad una formazione intellettuale e culturale più profonda e cosmopolita. Circa 15 anni durante i quali ha risieduto in Inghilterra, poi a Roma, San Paolo (Brasile) prima di stabilirsi definitivamente a Milano nel 1985.
CC ha sperimentato varie forme di rappresentazione, affinando nel contempo la tecnica e la conoscenza dei materiali, lavorando nella pittura e nel teatro. In pittura ha raramente ritenuto soddisfacenti per i suoi fini artistici tecniche diverse da quelle tradizionali, con prevalenza del colore ad olio ( aiutata in questo dagli affettuosi consigli dei maestri veneziani suoi antichi amici ) tenendo sempre a mente che “dopo Altamira tutto il resto è decadenza”. In teatro ha praticato la sua specializzazione di scenografa aggiornandosi sui mezzi che lo sviluppo tecnologico ha progressivamente reso disponibili. CC tuttavia tratta la tecnica solo in funzione strumentale, convinta che il nuovo va ricercato nei contenuti e nella poetica e che le nuove tecnologie quasi mai nascono per l’arte e gli artisti.
Quattro decenni di attività artistica sono illustrati nel sito internet.
Le opere che CC presenta a “Combat” nascono da una delle sue ricerche di maggior impegno. Sul finire degli anni ’90 inizia la ricerca sul “capriccio”, un’area della pittura italiana allora quasi dimenticata. Scopre così di non essersi in realtà mai allontanata dalla sua città e rivive, con altri occhi, le emozioni puramente visive date da un gioco di luce su un vecchio muro o da un riflesso del cielo nell’acqua, o dalla traccia verde del “baro” che segna il respiro della marea. Emozioni che ridestano il ricordo e il sentimento dell’inafferrabile tempo vissuto. Da questa ricerca, tutt’ora in corso, scaturisce la maggior parte dei suoi lavori degli ultimi anni, dove Venezia è metafora universale dell’attuale momento storico.