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OPERA IN CONCORSO  Sezione Pittura

al_to_ | La Terrazza
vedi ad alta risoluzione

La Terrazza
acrilico, tela
100x150

al_to_

nato/a a Ugento (LE) Italia

residenza di lavoro/studio: Rastignano - Pianoro (ITALIA)

iscritto/a dal 19 apr 2014

http://www.al-to.it

Altre opere

al_to_ | F.I.F.O.

vedi ad alta risoluzione

F.I.F.O.
olio, tela
50x70

al_to_ | SMS davanti al museo Thyssen di Madrid

vedi ad alta risoluzione

SMS davanti al museo Thyssen di Madrid
olio, tela
70x50

al_to_ | Vernice fresca (DEG)

vedi ad alta risoluzione

Vernice fresca (DEG)
acrilico, tela
100x100

Descrizione Opera / Biografia


DESCRIZIONE DELL’OPERA
La Terrazza è di al.to. è un luogo che offre una visione privilegiata, un luogo architettonico che rimanda alla vita da ingegnere dell’artista. La visione privilegiata è quella che formalmente deriva da uno spazio posto ad una sommità, che amplia la propria visuale sul panorama e sul (proprio) mondo; oltre che favorita, diventa, dunque, visione intima. Lo spazio è qui razionalizzato e reso essenziale, attraverso un gioco di linee che percorrono forme note e rimandano a strutture antiche, che sono le radici della nostra cultura. Possono essere i portici bolognesi, città in cui vive al.to., ma anche arcate romane, borboniche, che pongono lo sguardo dinanzi ad un forte attaccamento per la nostra storia. Quel portico, peraltro, appare volutamente stilizzato, intuibile più che riconoscibile, perché deve seguire l’immaginario del fruitore, affinché egli possa cercare ed percepire qualcosa di proprio. Le geometrie perfette che, inizialmente stavano prendendo piede, hanno, poi, come spesso accade nelle opere di al.to., lasciato spazio a forme surreali e immaginarie dell’istinto. Questa, infatti, è innanzitutto una terrazza immaginata, filiazione di una piccola opera su carta, ripensata in parte, in cui, però, il concetto alla base resta il medesimo. Tramite l’uso e la forza dei colori primari ci si interroga su due cose: quanto sarà alta questa terrazza su cui la ringhiera ci protegge? Quanto è lontano e pericoloso il mondo là fuori? Da questa posizione privilegiata ci sentiamo al sicuro e anche superbamente padroni del nostro destino. Basta spostare lo sguardo a sinistra per vedere che dal grande portale, irradiato da una forte luce, non c’è una base sicura con cui scendere, ci tocca, con coraggio, compiere il salto nel vuoto e rischiare, ma vivere. La geometria che si muove tra la lezione surrealista e soprattutto metafisica, si nutre qui di luci e ombre, in un dualismo equilibrato che non lascia spazio al superfluo.
NOTA BIOGRAFICA DI AL.TO.
L’arte di al.to. si lascia scoprire pian piano, attraverso le sue opere, capaci di far entrare il fruitore in un universo alt(r)o, onirico, come lui stesso ama definirlo. Le sue opere permetteranno ai fruitori di affrontare il percorso che porta dalla psiche alla pittura, ma non solo, mediante un’espressività varia, in grado di prendere spunto dal quotidiano, dal tangibile, dal personale, tanto quanto dal pescare nei remoti angoli del sé. Un viaggio, appunto, da compiere in sua presenza, ma soprattutto in sua compagnia, come si trattasse di una guida che condurrà l’amatore verso un’indagine introspettiva dalla doppia valenza: quella di al.to., al fine di comprendere la sua poetica e quella dell’amatore, nella possibilità di porsi interrogativi interessanti. La produzione incessante, che deriva dalla passione per l’arte e per il linguaggio privilegiato che essa offre a chi ne entra in contatto, permette di seguire il lavoro di al.to. mediante grandi sezioni tematiche che, pur non ingabbiando i suoi dipinti, racchiudono l’eclettismo dell’artista, capace di esprimersi trasversalmente ed in modo originale, attraverso diverse e talvolta opposte tecniche pittoriche. L’arte prende il sopravvento, ed un fil rouge lega i dipinti. Interessante, dunque, diventa scoprire, di volta in volta, l’ispirazione creativa per i quadri che, per forza di cose, nascono sempre come opere prime, in fase di sperimentazione, prendendo davvero vita sul supporto. Un percorso artistico iniziato nell’infanzia, con una parabola discendente che ha visto una pausa più che trentennale, sino alla ripresa, pochi anni fa, di una produzione fruttuosa che si muove sui binari di improvvisazione, istinto, casualità, ossimori e dualismi che prende spunto anche da una biografia complessa e svela una poliedricità di fondo, a partire dai nomi dell’artista, Manfredi Alfredo Cosimo Freddi Torsello, le cui differenti storie si legano alla complessità variegata di una personalità ricca ed eterogenea che ha trovato nella pittura il proprio humus e nell’acronimo al.to. un alias diretto e personale. La partecipazione a diversi concorsi e la presentazione delle proprie opere in diverse mostre personali sta dando luogo ad un curriculum sempre in fieri che incrementa una vita sinesteticamente votata al linguaggio artistico, nonostante il quotidiano si giochi anche tra meccanismi ingegneristici che sono il lavoro dell’uomo, prima che del pittore, salentino di nascita e bolognese d’adozione. Ma nulla si può ingabbiare, men che meno, il ruolo e il lavoro di un artista.