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L'ARTISTA  Sezione Pittura

Michela Mirici Cappa

nato/a a: Premosello Chiovenda (Vb)

residenza di lavoro/studio: Omegna (Vb) (ITALIA)

iscritto/a dal 23 feb 2012

sito web: http://www.gilbertocarpo.it/al…

Le opere

Michela Mirici Cappa | Cultura contemporanea

vedi ad alta risoluzione

Cultura contemporanea
olio, tela su telaio in legno
60x80

Michela Mirici Cappa | Note di passione

vedi ad alta risoluzione

Note di passione
olio, tela su telaio in legno
70x80

Michela Mirici Cappa | Natura morta con lisola di San Giulio

vedi ad alta risoluzione

Natura morta con lisola di San Giulio
olio, tela su telaio in legno
70x60

Biografia

Nata a Premosello Chiovenda (VB) nel 1969, dopo aver conseguito la maturità scientifica ed assecondando uninnata passione per il disegno accompagnata da doti artistico-creative, si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1995.
Vive da sempre ad Omegna (VB), dove esercita la professione di architetto libero professionista. Autrice del libro “Ambiente e sistema edilizio negli insediamenti walser di Alagna Valsesia, Macugnaga e Formazza” (Quaderni di cultura alpina - n. 55 - Priuli & Verlucca editori, Ivrea, 1997), riccamente corredato da disegni e rilievi eseguiti a china dallautrice stessa, nellanno 2001 compie un viaggio di studio e ricerca nella porzione svedese dell’artico europeo, finalizzato alla redazione di documentazione fotografica e tavole grafiche a corredo del libro “La casa saami. Antropologia dello spazio domestico in Lapponia” (G. Ligi, Il Segnalibro Editore, Torino — 2003).
Nellanno 2003 comincia a frequentare un corso di pittura diventando così allieva del pittore omegnese Gilberto Carpo. Grazie alle lezioni del maestro, ai suoi consigli e agli apprendimenti tecnici, inizia gradualmente a trovare la strada per esprimersi creativamente, elaborando un proprio linguaggio ed una propria espressione artistica.
“Conosco Michela Mirici Cappa, nel suo nascere. La conosco nella sua tenacia, nella sua crescita e per le sue titubanze e sempre attenta nel raccogliere suggerimenti.
Ad oggi posso dire il suo avvio è tracciato. Le sue ultime opere sono la testimonianza del suo pensiero e del suo aver appreso sicurezza nel dare impronta al linguaggio, come impostazione della sua anima, delineando altresì il suo dire, il suo raccontare.
Trasporto visivo fra realtà e fantasia, o meglio, tra surrealismo e realismo. Queste sono le sue ultime fatiche, senza mai separare l’unità formale: quasi un racconto che ci porta dentro e fuori. Due facce, due identità non separate ma costruite con semplicità e naturalezza, con armonia e sfuggevole ricchezza di elementi; un assorbimento magico nutrito da emozioni che si dipana su piani diversi la superficie della struttura, con profusione di elementi nella natura morta, depositati lievemente nello spazio compositivo.
Lo slancio acceso ed infervorato del gesto, della danza, è un ulteriore conferma dei due aspetti che distinguono la narrazione di Michela. Sono appunti appassionati. Non vi è dubbio sulla puntualità del suo pensiero. Vi è comunque un dentro ed un fuori; è come ricercare nel profondo nascosto e nell’imponderabile: un appuntamento fra sé stessa e la sua anima. Rimane comunque, un collante fra contenuto e forma.
Molto attenta a non uscire dall’armonica interpretazione delle sue istanze pittoriche, fedele con sé stessa, senza nulla concedere alla casualità. Un impegno misto a passione, che porterà Michela a obbiettivi futuri.”
(Gilberto Carpo)
“L’invisibile dentro il figurativo di Mirici Cappa rilascia sensazioni indefinite, reminiscenze del passato, situazioni musicali. Pennellate decise per un pacata espressività, quasi sonorità scultoree intrise di un simbolico contemporaneo. La luce, tonale e sintetica, tornisce i volumi delle forme vegetali in un trasporto di estasi accademica accarezzata, a sua volta, da un improvviso lampo chiaroscurale proveniente dallo sfondo paesaggistico, è una natura che lambisce l’armonia della tavolozza unendo tepore e severità. Ciò che esiste nell’ispirazione è nella realtà un plusvalore di sensualità, un eros ghiacciato eppure, così dilagante in quel rosso caldo che agisce, arrampicandosi in modo vitale e irrequieto, nell’interiorità. Un risucchio dentro il ricordo e dentro la tela corpi, luci, emozioni, corrono su una lama: da un lato una lucida immaginazione, dall’altro il vissuto nell’impressione istantanea di spazi netti e razionali”.
(Antonella Iozzo — “L’attimo metafisico della figurazione”, Bluarte.it - 2009)
“Una sequenza d’immagini rende intrigante l’irrompere dell’immaginario di Mirici Cappa, spesso attraversato da echi narrativi e poetici. Con forza lirica e finezza psicologica, l’artista inventa situazioni sfuggenti a inquadrature statiche, che aspirano a cogliere una temporalità non scalfita dalle contingenze. Un eterno rimando impregnato da una forte valenza energetica si apre alla molteplicità del reale, una creazione vicina alla parte impulsiva dell’essere umano che sembra condurre all’incontro con la verità nella caduta di senso che catalizza lo sguardo.”
(Antonella Iozzo in “È forse morta la pittura?”, Bluarte.it - 2011)
“... alle evocazioni di Michela Mirici Cappa, prosecutrice d’una realtà surrealizzata e ricondotta ad essa per mezzo del contenuto, ridestato nell’esattezza formale, nell’armonia dell’effimero.”
(Andrea Domenico Taricco in “Post-Avanguardia italiana: Pop-Surrealism”, Salone dell’Arte — Torino 2012)