OPERA IN CONCORSO Sezione Scultura/Installazione
Mèter Endiadi
scultura, lamiere acciaio inox e bronzo modellato a mano
146x143x120
Paolo Filippi
nato/a a Livorno
residenza di lavoro/studio: Livorno (ITALIA)
iscritto/a dal 22 apr 2014
Altre opere
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Descrizione Opera / Biografia
Ho voluto realizzare una scultura che rappresentasse la degenerazione dell'essere umano nei confronti della terra, dove siamo in affitto. Da decenni, infatti, gli uomini stanno inquinando sia la terra che l'atmosfera che, ora, si stanno ribellando e le alluvioni, le frane, gli tsunami, le tempeste di ogni genere a cui assistiamo con regolarità, stanno testimoniando contro di noi.
Quest'opera ha, quindi, un significato ambivalente: da una parte rappresenta la madre terra che nasconde il mondo al nuovo nascituro come segno di paura nei confronti di un nuovo inquinatore, mentre dall'altra rappresenta una madre che con il suo braccio sinistro accarezza la propria pancia guardandola pensierosa nell'immaginare il dolore del parto e nel pensare al dolore di far nascere questo miracolo in un mondo come il nostro, dove prevale il menefreghismo e l'indifferenza verso gli altri.
Questi sentimenti prevalgono rispetto alla parola "amore" sulla quale è seduta, che tanto divulghiamo senza applicarla. La luce che emana da sotto la veste rappresenta la speranza di una generazione migliore della nostra.
Paolo Filippi












