OPERA IN CONCORSO | Sezione Pittura

 | Senza

Senza
vernice, tela
30x30

Soledad Agresti

nato/a a Formia
residenza di lavoro/studio: Roma, ITALIA


iscritto/a dal 23 apr 2020

https://soledadagresti.wixsite.com/photoshoot


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Descrizione Opera / Biografia


L’opera ”Senza” è un lavoro a togliere, per il quale, attraverso l’uso della spatola, la vernice è stata grattata via, lasciando trasparire il colore di fondo e individuando il corpo del soggetto. L’uomo si perde in una macchia rossa, a cominciare dalle mani, la capacità del fare; non sappiamo se ne viene fuori o ci sta entrando.
Biografia.
Nata a Formia si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove viene da subito individuata come una dei più promettenti allievi della facoltà: nel 1999,infatti, viene selezionata per rappresentare l’Accademia di Napoli alla Biennale di Alatri.
Nel 2000 il critico Gerardo Pedicini sceglie 2 suoi dipinti per l’inaugurazione dell’ala contemporanea del Museo Archeologico di Ponza, ove, uno dei due lavori rimarrà in esposizione permanente.
Nel 2001 espone per la mostra ”VesuViAria” presso il Chiostro e l’ Aula Massima dell’Ospedale Regina Margherita a Roma, curatore e critico Italo Evangelisti e nella manifestazione ”Napoli tra Colori e Suoni” tenutasi nella Villa Comunale di Napoli.
Sempre nel 2001 i suoi dipinti dall’anima tormenta ed espressionista, fatti di segni graffianti e pitture pastose e materiche, sono richiesti per dare volto ai drammatici resoconti fatti per l’anteprima della presentazione del libro ”Non Sopportiamo la Tortura” di Riccardo Noury, Castello Baronale di Fondi in collaborazione con l’associazione umanitaria Amnesty Internatinal.
Durante il successivo anno, per la prima volta, la Agresti entra in contatto con il mondo dei musei demoantropologici dove per dare forma a beni immateriali si fa largo uso della scenografia emozionale in cui pittura, scultura e installazione dominano la scena.
Il 2002 è, infatti, l’anno che la vede tra gli artisti che lavorano per il Museo Demoantropologico del Brigantaggio di Itri.
A questo seguiranno il Museo delle “Terre di Confine” di Sonnino (2008), il Museo Demoantropologico della Scrittura “Aldo Manuzio” di Bassiano (2009), il Museo dell’Infiorata di Genzano di Roma (2010) ed, infine l’ennesima collaborazione per l’allestimento scenografico per la mostra evento “[S]ogetti migranti: le cose dietro le persone”, inaugurata il 20/09/2012 al Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma.
Tra le mostre si ricordano ”Viaggiatori sulla Flaminia – Giardini ultimi, Ultimi giardini” a cura Giuliano Macchia e di Franco Troiani con la Galleria Civica d’Arte Moderna di Spoleto, il Museo Archeologico di Spoleto e l’Albornoz Palace Hotel, in concomitanza al “Festival dei Due Mondi” di Spoleto (2003);
l’esposizione e vendita di beneficenza “SOLID’Arte”, a cura del critico Gerardo Pedicini, tenutasi dal 22 maggio al 6 giugno 2005 presso la Casina Pompeiana (Villa Comunale) a Napoli e dal 18 al 28 ottobre l’Antisala Conciliare di S. Maria La Nuova a Napoli;
l’esposizione per il “Premio Internazionale d’Arte SS325”,dal 16 giugno al 3 luglio 2005 nell’area espositiva ex Stabilimento Meucci a Vernio (Prato), critico e curatore Don Giuseppe Billi;
la mostra “Kragos (l’urlo) - le strade naturali della violenza” tenutasi a Milano dal 18 dicembre 2005 al 15 gennaio 2006 curata da Pamela Maione
la mostra “GLI ABITI DEL MALE” (2010) presso il Museo MAGMA di Roccamonfina a cura di Paolo Feroce;
le istallazioni presso il Parco “De Curtis” di Gianola nell’ambito del Fe.C.S.- Festival della Città Sostenibile (2013);
le attività performative attuatesi presso i locali ”OVAL” e ”The drunk Sheep” di Londra nell’agosto del 2015;
performance e proiezione in anteprima del video ”Atropo” presso l’atelier di moda S.D.G. East London. L’atelier è il creatore dell’abito che, con la maschera progettata da Soledad Agresti, hanno costituito il costume che l’artista indossa nel video (agosto 2015).
Tra giugno e luglio del 2016 realizza un murales ad Osnago, presso lo Spazio De Andrè, per il festival ”La voce del corpo”; per lo stesso festival esegue anche la performance ”Il Traguardo” nel sito di Villa Galimberti.
Anche nel 2018, stesso anno in cui dona la scultura “Il canto della sirena” al MAAM, verrà selezionata per la medesima manifestazione per la quale mette in mostra l’opera “I bambini di Erode”, opera mista con elementi di pittura e di scultura, poi donata alla città di Osnago.
La performance “IL traguardo”, invece, verrà ripetuta anche presso le Carrozzerie n.o.t. a Roma per la mostra F-word organizzata dallo I.E.D. nel 2017 e, presso la galleria GarageZero, nel 2019 per la collettiva SEMI.
Sempre nel 2019 l’artista viene selezionata tra i finalisti di ARTKEY ad Agreopoli, in mostra nel castello aragonese della città; mentre è al 2020 che appartengono le tre esposizioni presso la Bauhause Home Gallery.