Descrizione Opera / Biografia
Il mio lavoro è il risultato di un processo che rende possibile la comunicazione non programmatica della pittura, permettendogli di, citando Paul Klee ”non rendere il visibile, ma rendere visibile”.
Una morfologia pittorica che vuole compiere il salto dall’essere similitudine all’essere metafora, come in un rituale iniziatico dove si diviene effettivamente l’entità che si sta celebrando.
Il quadro, divenuto così numinoso, sacro, è animato da una libera attività creatrice, che rende possibile l’inconciliabile sincretismo di ciò che viene dipinto.
In ”Ottavio cattura la dattilo-salamandra di Prometeo”, una creatura infuocata e uno stregone illuminano il primo piano di questo pareidolico paesaggio roccioso.
La testa di un rettile proietta la sua lingua nella fitta coltre di nubi, portando lo sguardo in profondità. Anche il terreno, spaccandosi, sposta l’occhio in lontananza, dove un oscuro oggetto sprigiona una luce che trafigge le nuvole.
Parti più ricche di dettaglio e pregne di colore si alternano a zone apparentemente più abbozzate in cui la trama della tela non solo è ancora visibile, ma viene sfruttata per creare ritmicità, generando la tensione necessaria affinche la pittura e il quadro siano risolti.